Esercitazioni alla chiesa di Montepiselli, al Papardo, alle facoltà di Ingegneria e Matematica
Si è chiusa ufficialmente oggi pomeriggio, alle 17.20, la settimana di esercitazioni della Protezione civile. L’ultima simulazione si è tenuta a Montepiselli, con l’evacuazione della chiesa, ma l’operazione più complicata è stata a S. Saba, dove il maltempo ha fortemente rallentato l’arrivo dal mare il pattugliatore per il soccorso degli abitanti della zona. Ma andiamo con ordine. Poco prima delle 9.30 sono partite le procedure di evacuazione dell’Istituto Bisazza, dove si sono riscontrati un centinaio di feriti. Intanto all’ospedale Papardo, dove è stato allestito un Posto medico avanzato, partiva l’evacuazione del padiglione B. Due i codici rossi del Bisazza trasferiti al Papardo in ambulanza, gli altri sono stati trasportati con un autobus dell’Ast.
Al Papardo sono intervenuti anche i tecnici dell’Italgas per attivare la procedura di selezionamento della linea del gas, al fine di garantire il funzionamento della struttura in caso di distacco della linea nelle abitazioni circostanti. Nel frattempo a S. Saba partiva la simulazione della frana: coinvolto tutto il lungomare. A seguito dalla frana, la Statale 113 viene dichiarata impercorribile: il pattugliatore viene attivato dalla Prefettura per raggiungere il porto dell’area, da lì un gommone andrà a soccorrere la popolazione in attesa della riva. Qui iniziano le prime difficoltà: il maltempo, infatti, ed in particolare le condizioni del mare rallentano e non poco il percorso del pattugliatore, mentre a S. Saba vengono contati almeno 6 feriti. Alla fine il pattugliatore della Guardia Costiera giungerà sul posto con 1 ora e 20 di ritardo: i feriti verranno trasportati al Papardo.
E sempre al Papardo, tecnici e geometri dichiarano agibili le strutture, non riscontrando alcun danno sostanziale. Intanto vengono avviate le procedure di evacuazione nella sede della VI Circoscrizione (22 persone, 11 consiglieri e 11 dipendenti) a Ganzirri. Presenti 3 mezzi della Protezione Civile, 1 della Croce Rossa e 1 della Guardia Costiera. L’attenzione si sposta verso il polo universitario di Papardo: evacuata la facoltà di Ingegneria, con l’attivazione dell’area di raccolta presso l’ampio parcheggio. La struttura ha retto senza problemi, mentre una squadra interna ha eseguito eseguirà una verifica speditiva per permettere il rientro nei locali dopo il censimento. Il numero delle persone evacuate alla Facoltà d’Ingegneria è di 361 tra personale amministrativo, docenti e studenti. Non si hanno dati certi sul numero degli studenti presenti nella struttura prima del sisma. Nelle facoltà manca una procedura di quantificazione delle presenze all’inizio delle lezioni, procedura che risulterebbe di fondamentale importanza ai fini della corretta individuazione del numero dei dispersi. Poco dopo le 11 parte anche l’evacuazione della facoltà di Scienze Matematiche: evacuate 585 persone.
A metà mattinata scatta l’allarme al Centro Neurolesi Bonino-Pulejo in contrada Casazza. Interrotti i collegamenti viari per raggiungere il viale Giostra. Via Palermo bloccata da parecchio tempo. Pochi istanti fa in via San Michele un albero caduto su un veicolo (ricordiamo che parliamo sempre di una simulazione, ndr), ha causato l’interruzione della strada, unica via d’accesso rimasta per raggiungere il Centro Neurolesi. Interrotte le strade, con i Vigili del Fuoco impegnati a liberare il passaggio, gli altri mezzi di soccorso sono costretti ad attraversare tutta la città e prendere la strada che porta a contrada Casazza da Gravitelli. Alle 11.50 viene riscontrato un ferito grave al Centro Neurolesi, mentre i mezzi di soccorso, a causa del malfunzionamento del cancello automatico dell’edificio, tardano ad arrivare. Il ferito viene trasportato in ambulanza al P.M.A. del Papardo. Il trasporto in elicottero è saltato a causa di una reale situazione di emergenza a Lipari. Dalla verifica di stabilità del Centro Neurolesi Bonino-Pulejo eseguito dall’ordine dei geologi e degli ingegneri risulta che l’edificio ha reagito bene al sisma. Si registrano distacco di intonaco e tegole dal tetto, caduta di oggetti interni ed esterni, danni lievi ai solai e danni medi alle coperture.
L’ultima operazione si svolge alla chiesa di Montepiselli. L’edificio è dotato di un proprio piano di evacuazione, che viene simulato una volta al mese perché si tratta di una zona a rischio isolamento in caso di sisma. I posti a sedere della Chiesa sono divisi in tre settori, identificati da bollini di diverso colore. Il settore con i bollini verdi prevede la via di fuga dall’uscita principale, quello identificato con il colore azzurro dall’uscita laterale e quello di colore giallo dalla sacrestia. L’area di raduno si trova nel parcheggio antistante. 110 le persone evacuate, con un codice rosso e un codice giallo trasportati all’Ospedale Piemonte. All’interno della chiesa si registra la caduta degli intonaci della navata centrale. Trattandosi di una zona isolata, è stato provvidenziale l’intervento di un medico del 118 della zona, che ha provveduto a prestare il primo soccorso fino all’arrivo delle autoambulanze. Così, alle 17.20, si chiude la “Settimana della sicurezza”, le cui fila verranno tratte domani, al Palacultura, quando si stenderà un rapporto conclusivo e un bilancio su tutte le esercitazioni.
