La città necessita ogni giorno di 1400 litri d'acqua al secondo, 950 vengono serviti dal Fiumefreddo, 220 dalla Santissima, il resto dall'Alcantara e da altre fonti. Ecco perchè la città -soffre la sete-
Nessun aggiornamento da ieri pomeriggio? Ci viene legittimamente chiesto attraverso l’apposito spazio commenti. Ebbene sì, nessun “reale” aggiornamento se non le solite e poco confortanti notizie che confermano il grande disagio con cui, almeno fino alla mattinata di domani, i messinesi si troveranno a fare i conti. La città dello Stretto, infatti, tutt’altro che rappresentare un’oasi nel deserto, rappresenta invece un piccolo deserto al centro di un’oasi e questo perché, paradossalmente, nonostante i tanti corsi d’acqua che la circondano e attraverso cui può “abbeverarsi” (Fiumefreddo, Alcantara, Santissima, più una serie di altri pozzi), si ritrova all’asciutto. Tutte e tre le principali condotte da cui Messina “importa” il prezioso liquido, sono infatti interessate da guasti, più o meno seri, che stanno impedendo i normali livelli di erogazione.
Inevitabili, e spesso alimentate da rabbia e indignazione, le critiche piovute nelle ultime ore sull’amministrazione, sui vertici dell’Amam, sulla gestione complessiva di una città che, fra i tanti problemi, si trova costretta a dover affrontare anche quello della penuria idrica. Affermazioni, come detto, “colorite” dall’esasperazione di chi, in alcuni casi anche da 4 giorni, di acqua non vede traccia. In via di esaurimento sono infatti anche le ultime scorte messe da parte. E tuttavia per cercare di capire le ragioni di un problema che come detto stavolta ha raggiunto i caratteri di una vera e propria emergenza, è però necessario fare un passo indietro, anzi un vero e proprio salto indietro nel tempo. Come spiegato infatti in un’intervista rilasciata qualche tempo fa (vedi articolo correlato) dal presidente dell’Amam Tanino Sutera, Messina soffre le conseguenze di un questione antica che risponde al nome di acquedotto dell’Alcantara: « Il progetto per la costruzione dell’opera – spiegava il responsabile amministrativo dell’Amam – fu redatto dal Comune e finanziato dalla Cassa del Mezzogiorno. Una volta conclusi i lavori però la regione Sicilia anziché assegnarne la gestione a Palazzo Zanca optò per l’Eas (Ente acquedotti siciliani) che iniziò dunque a vendere l’acqua in città. Sembra quasi una barzelletta eppure è la verità: Messina, dopo aver costruito le condotte è stata costretta a dipendere da un’altra società per la fornitura». L’Amam, attualmente, acquista l’acqua per rifornirsi dall’Alcantara ad un costo nettamente superiore rispetto a quello a cui viene rivenduta. Da qui la necessità di contare per il rifornimento idrico soprattutto sulla condotta di Fiumefreddo.
Per cercare però di capire bene il perché si parli di emergenza idrica, basta considerare la quantità di acqua che quotidianamente serve Messina: la città necessita di 1400 litri al secondo, circa 950 sono serviti dal Fiumefreddo, 220 dalla Santissima, un’altra quantità attraverso alcuni pozzi presenti sul territorio, e 50 litri circa acquistati da Sicilacque (società che ha preso il posto dell’Eas, in fase di liquidazione e che gestisce appunto l’Alcantara). Attualmente il guasto più grave, ed anche il più recente, a causa di un ulteriore movimento franoso che ha interessato contrada Bagni a Santa Margherita, riguarda appunto l’acquedotto di Fiumefreddo dove da ieri sono nuovamente a lavoro i tecnici dell’Amam. Questa volta però il distacco si è verificato una decina di metri più avanti rispetto alla prima interruzione, determinata però sempre da uno smottamento. Un fronte ampio per il quale potrebbe servire una rete di protezione in grado di bloccare la frana che insiste su tutta la zona. La preoccupazione principale riguarda la possibilità che la frana danneggi nuovamente e stavolta in modo definitivo la condotta rendendone così necessaria la sostituzione. Possibilità che, qualora diventasse realtà, rischierebbe di mettere in ginocchio la città considerando che Fiumfreddo rappresenta la pricipale -via- di rifornimento. Sul problema che interessa invece la tubatura dell’Alcantara in contrada Scoppo, si attende l’arrivo dei tecnici Eas.
Questa mattina, infine, in attesa che la situazione venisse ripristinata, l’assessore comunale al ramo Salvatore Magazzù ha lasciato la possibilità di scelta ai singoli dirigenti scolastici, che hanno valutato autonomamente se ci fossero o meno le condizioni per aprire le porte degli Istituti agli studenti.
Nell’immagine lo schema del rifornimento idrico cittadino presente sul sito dell’Amam
