I sindacati preoccupati per il destino delle 9 famiglie di San Raineri. Primo incontro tra il sindaco e le associazioni: la soluzione ideale sembra essere l’Opera Pia Scandurra
Preoccupa il futuro delle nove famiglie Rom di San Raineri. Il 10 marzo scorso, infatti, è stata notificata loro un’ordinanza di sgombero, dettata da ragioni di “abusivismo” ma anche di sicurezza, essendo l’area occupata dal Campo “invasa” dall’erosione costiera. Ma parallelamente all’ordinanza, emessa dall’Autorità portuale, non è stata individuata un’alternativa, azione che avrebbe dovuto essere propedeutica al provvedimento e non consequenziale. Per questo le segreterie provinciali di Cgil, Cisl e Uil hanno inviato al sindaco Giuseppe Buzzanca una nota, chiedendo un incontro urgente. In realtà, e questo è il fatto nuovo, proprio ieri il sindaco, la Caritas, la Comunità di Sant’Egidio, la Chiesa Valdese, il Cesv, l’Arci e l’associazione dei Rom Bakhtalo, nel corso di un incontro, avrebbero trovato un’intesa di massima sui locali dell’Opera Pia Scandurra, a Contesse, che potrebbero ospitare il Rom in attesa di un alloggio definitivo. Non è un’alternativa ufficiale, ma una prima idea al vaglio.
Tornando alla note dei sindacati, «mentre da un lato il Comune si è premurato di organizzare incontri propedeutici lo sgombero delle attività commerciali della stessa zona al fine di garantirne la prosecuzione, dobbiamo constatare che pari premura non è stata adottata nei confronti di famiglie con bambini piccoli, neonati, adolescenti che frequentano le nostre scuole e vivono in città ormai da anni. Un comportamento e una “distrazione” inaccettabili dal momento che parliamo di persone, e non di cose. Più opportuno sarebbe stato programmare questo intervento individuando preventivamente un’alternativa».
Cgil Cisl e Uil auspicano una moratoria del provvedimento di sgombero nelle more dell’individuazione di una alternativa abitativa per le famiglie Rom che garantisca ai bambini e ai ragazzi in età scolare tutte le condizioni necessarie per continuare a frequentare le istituzioni scolastiche di Messina. «Non possiamo non rilevare – concludono i dirigenti sindacali – che alla linea ferma scelta da questa amministrazione non corrisponda una linea altrettanto solida per quanto riguarda il rispetto delle persone. Ancora oggi a distanza di 6 giorni dalla notifica dell’ordinanza non ci risulta che il Comune o altra amministrazione abbia individuato un’alternativa. In pratica ci si è limitati a dire a queste 9 famiglie che devono andarsene. Ma dove? Persino per i cani randagi si fa di più».
(foto Dino Sturiale)
