Adesione pressoché totale allo sciopero indetto dall’OrSA. Erogati i servizi minimi essenziali
–Siamo i lavoratori della SR-Ristorazione, addetti alla ristorazione dei degenti, da quando si è insediata la nuova ditta (NON MESSINESE) siamo a rischio cassa integrazione e conseguente licenziamento….- Recita così il volantino che verrà distribuito dai dipendenti dell’ azienda che si occcupa del servizio mensa all’interno dellla struttura ospedaliera universitaria.
Il volantinaggio è stato organizzato dal sindacato autonomo Orsa e ed è un’iniziativa acollaterale allo sciopero indetto per la giornata odierna.
I dipendenti della SR-Ristorazione, infatti, si asterranno dal lavoro per l’intero turno lavorativo. Saranno comunque garantiti i servizi minimi essenziali come disposti dalla vigente normativa per ridurre al minimo i disagi arrecati ai degenti. Lo sciopero scaturisce dalla dichiarata intenzione aziendale di ridurre del 50% il personale attraverso il sistema della Cassa Integrazione, già applicato e fallito in precedenza a causa di indefiniti errori nella procedura, con il risultato che i lavoratori sono rimasti a casa per tre mesi e ancora oggi tentano di recuperare i salari attraverso le vie legali.
-Con tali presupposti – si legge in un comunicato firmato da Salvatore Fiannacca, segretartio provinciale OrSa Sanità – la SR-Ristorazione ripropone l’utilizzo degli ammortizzatori sociali per innescare un processo che prevedibilmente porterà al licenziamento di circa 35 lavoratori entro un anno. Se si pensa che l’attuale appalto è costato alla collettività quanto l’appalto uscente, dove erano impiegati tutti i lavoratori, si evince facilmente che scaricando per un anno sulla spesa pubblica il 50% del costo del lavoro, la SR-Ristorazione sta tentando di applicare il consumato assioma che prevede la socializzazione del debito e la privatizzazione degli utili-.
-A rendere ulteriormente esose le richieste dell’azienda – continua il rappresentante sindacale- contribuisce altresì la mancata applicazione di alcuni punti del capitolato d’appalto che prevedono lavorazioni e nuovi centri di ristoro che non possono essere gestiti solo con i 30 dipendenti che vorrebbe mantenere l’azienda, pertanto, si auspica l’immediato intervento della Direzione Generale del Policlinico per riportare la questione nel tavolo delle trattative e valutare percorsi alternativi al drastico taglio proposto della SR-Ristorazione che i lavoratori dell’OrSA non esiteranno a contrastare a costo di dover innalzare i toni del conflitto.
Secondo l’OrSa -la riduzione del personale già oggi ricade drasticamente sulla qualità del servizio fornito ai degenti, basti pensare che per mantenere l’orario di lavoro spezzato, applicato dall’azienda per ridurre al minimo il costo del lavoro, la preparazione dei pasti, anche quelli caldi, viene effettuata entro le ore 9,30 per essere consegnati alle 12,30. Tre ore dopo la cottura.
