Il quotidiano nazionale svela i retroscena dell’inchiesta. Il Procuratore D'Agata: “E’ evidente che notizie di questo genere hanno matrice politica”
Il presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo, e suo fratello Angelo sono indagati a Catania con l’accusa di -concorso esterno in associazione mafiosa-. Lo scrive oggi La Repubblica, spiegando che -la decisione e’ stata presa dalla procura etnea sulla base di un corposo rapporto di tremila pagine consegnato dai carabinieri dei Ros. Il dossier, all’esame del Procuratore della Repubblica, Salvatore D’Agata, fa riferimento alle relazioni tra il governatore e il fratello, deputato nazionale, con alcuni boss-.
Le indagini dei carabinieri del Ros, durate anni, e gli atti relativi erano stati secretati dai magistrati titolari dell’inchiesta, il procuratore Vincenzo D’Agata, e i sostituti della Direzione distrettuale antimafia Giuseppe Gennaro, Agata Santonocito e Antonino Fanara.
Secondo l’accusa il governatore, che avrebbe ottenuto appoggio elettorale dal clan, non avrebbe avuto contatti telefonici ma si serviva di un ‘corriere’ per parlare con Vincenzo Aiello, ritenuto vicino a Eugenio Galea, a sua volta indicato come una delle persone di maggior fiducia, nel settore economico, del capomafia Benedetto Santapaola. Durante l’attivita’ investigativa militari dell’Arma del Ros avrebbero anche messo delle ‘cimici’ nell’automobile dell’autista del fratello di Lombardo, per intercettare dialoghi all’interno della vettura, ma sarebbero state scoperte e distrutte. In una telefonata, ascoltata dal Ros, Vincenzo Aiello si sarebbe lamentato con l’interlocutore della decisione di Raffaele Lombardo di scegliere come assessori dei magistrati, come Massimo Russo, Giovanni Ilarda e Caterina Chinnici, definendo la loro nomina ”una minchiata”.
Intanto, la Procura di Catania non commenta la notizia di Repubblica sulla presunta indagine a carico del presidente della Regione Sicilia, Raffaele Lombardo.
-In relazione alla notizia di Repubblica non ho dichiarazioni da fare – dice Vincenzo D’Agata, procuratore capo di Catania intervistato da Skytg24 -. D’altra parte è evidente che notizie di questo genere hanno matrice politica si prefiggono risultati di ordine politico. Il giornale chiaramente fa il suo mestiere, ma ben diversa è la funzione del magistrato che intende tenersi al di fuori da tutto questo-.
