Iniziativa Wwf, sentinelle antibracconaggio di nuovo in azione sullo Stretto

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Iniziativa Wwf, sentinelle antibracconaggio di nuovo in azione sullo Stretto

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giovedì 08 Aprile 2010 - 11:03

Riparte il campo di sorveglianza dei rapaci, dal 12 aprile al 23 maggio

E’la 27ma edizione del campo di sorveglianza dei rapaci sullo Stretto e il bilancio è entusiasmante: lo sforzo di migliaia di partecipanti in questi anni è stato ampiamente ripagato visto che il bracconaggio nel versante siciliano dello Stretto di Messina si è drasticamente ridotto e gli uccelli che passano ogni primavera sono a poco a poco aumentati. E’ il risultato di circa 30 anni di attività di sorveglianza antibracconaggio messo in atto dal WWF insieme a molte associazioni e migliaia di volontari provenienti da ogni paese europeo. Per decenni, ad aspettare i rapaci e le cicogne in migrazione sullo Stretto di Messina, c’erano solo i fucili dei bracconieri e in periodo di caccia chiusa, da appostamenti fissi in valichi montani e collinari, migliaia di falchi – protetti dalla legge – trovavano la morte. Grazie ai campi di sorveglianza, anno dopo anno, un numero maggiore di uccelli ormai riesce a giungere nei territori di nidificazione per riprodursi e le loro popolazioni si stanno lentamente riprendendo. Gli ottimi risultati raggiunti vanno comunque mantenuti e per questo il Campo sullo Stretto ripartirà tra pochi giorni: dal 12 aprile al 23 maggio riprende il presidio dei volontari sui Monti Peloritani per sorvegliare una delle rotte migratorie più importanti per molte specie in migrazione come falchi, albanelle, cicogne, aquile. Il Campo sullo Stretto è passato, infatti, da una fase di repressione del bracconaggio a quella fondamentale di prevenzione. Il WWF infatti teme che la situazione possa di nuovo regredire con i bracconieri di nuovo in azione.

La migrazione dei rapaci infatti è già iniziata: gli esperti del WWF hanno già avvistato dal 5 aprile oltre 500 rapaci, per la maggior parte Falchi di palude, insieme ad alcuni passaggi ‘eccellenti, come il Capovaccaio, l’Aquila anatraia maggiore e ben 12 Albanelle pallide, una specie considerata a forte rischio (appena 2.500 coppie in tutto il mondo). Per molte di queste specie lo Stretto di Messina rappresenta la rotta principale di migrazione ed il passaggio sul nostro territorio è strategico per la sopravvivenza di specie ormai rare.

Nel 1984, primo anno di campo, si contavano 3.198 rapaci e 1185 colpi di fucile; sedici anni dopo, nel 2000 si contavano più di 34.000 rapaci mentre gli spari erano scesi a soli 5. Ancora nel 2008, però, in giorni con forte passaggio di rapaci a bassa quota, si erano registrate alcune fucilate: i pochi bracconieri ancora attivi utilizzano nuove località e case sparse nelle campagne rendendo complicate le attività di controllo. Nella primavera del 2009 i volontari avevano assistito ad una migrazione spettacolare, con ben 42.606 rapaci (il numero più alto di sempre), dei quali oltre 38.469 Falchi pecchiaioli, la specie più comune in migrazione.

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