Il dirigente dell’assessorato regionale alle Infrastrutture risponde ad una nota dell’Ordine che segnalava le disposizioni di Sciacca, le quali «limitano la possibilità di snellire le procedure burocratiche inerenti l’avvio dei lavori in edilizia», come invece previsto dalla legge. Il dirigente: «Il Genio Civile rispetti le norme»
Gli intenti sono nobili, più che nobili. Ma la legge prevede altro. Il buon senso dà ragione all’ingegnere capo del Genio Civile Gaetano Sciacca, ma una nota ufficiale del dirigente generale dell’assessorato regionale alle Infrastrutture, Vincenzo Falgares, gli dà torto. Confortando, invece, le lamentele dell’Ordine degli Ingegneri. Questo il nodo: l’Ordine ha inviato una nota alla Regione segnalando che esistono «disposizioni di servizio dell’ ing. Capo del Genio Civile di Messina che limitano la possibilità di snellire le procedure burocratiche inerenti l’avvio dei lavori in edilizia», secondo quanto previsto da una normativa, l’art. 32 della legge regionale 7 del 2003. L’articolo, che riguarda la “prevenzione del rischio sismico”, prevede che «al fine di snellire le procedure non si rende necessaria l’autorizzazione all’inizio dei lavori prevista», aggiungendo che
«ferma restando la responsabilità del progettista, del direttore dei lavori, dell’impresa e del collaudatore statico, qualora operante in corso d’opera, circa l’osservanza delle norme sismiche adottate per la progettazione ed esecuzione dei lavori, questi possono essere comunque avviati, dopo l’attestazione di avvenuta presentazione del progetto rilasciata dall’Ufficio del Genio civile, il quale deve comunicare all’impresa il nominativo del responsabile o dei responsabili del procedimento relativo all’autorizzazione».
Procedura evidentemente non seguita dal buon Sciacca, in nome di una difesa quasi disperata di un territorio sempre più devastato, ma senza la copertura di una legge che gli consentisse di opporsi all’art. 32. Così, puntuale, è arrivata la risposta di Falgares. Il quale afferma che, «pur condividendo le preoccupazioni degli uffici destinatari del delicato compito istituzionale di garantire la pubblica e privata incolumità», rimane fermo «il parere che non possano essere disattesi i contenuti delle norme vigenti, con particolare riferimento alle procedure di snellimento dettate dall’articolo 32 della L.R. 7/2003. Pertanto, in assenza di intervenute modifiche legislative, gli ingegneri capo del degli uffici del Genio Civile sono inviati ad operare nel rispetto delle procedure dettate dal richiamato articolo 32 e ad istituire un front office di ricezione dei progetti, adeguatamente qualificato a verificare l’esaustività degli elaborati con particolare riferimento a quelli specifici di settore (geologia, geotecnica), la cui valenza assume un aspetto prioritario in virtù dei gravi fenomeni di dissesto recentemente manifestatisi».
