Il racconto di due giorni di euforia nelle parole del padre Salvatore: «Momento bello, emozionante e inaspettato». La storia di un ragazzo che, partito dalla Sicilia giovanissimo, ha pedalato per 16 anni e oggi rappresenta un esempio per chi sogna di farcela con grinta e sacrifici. Il fans club di Mastromarco è in delirio, così come nella città dello Stretto. Tutti sperano che il sogno continui
Quando ascolti i racconti di Salvatore, padre di Vincenzo, ti rendi conto davvero che quella maglia rosa indossata in questi due giorni da Nibali al Giro può rappresentare un segnale per tutta la città. Lo spirito che il giovane campione messinese sta mettendo sui pedali esaltando i suoi tifosi, regala una speranza per chi nella vita cerca di ottenere i propri successi con grinta e caparbietà. Con lo stile di chi ha voglia di lottare ma non ha niente da perdere.
«E’ un momento bello, emozionante e inaspettato», commenta quasi commosso il genitore dell’attuale maglia rosa. Una vita lavorando, spesa dietro ai sogni dei propri figli, per permettere loro di realizzarli. E la storia di Vincenzo, classe ’84, assume un sapore magico quando ci vengono svelati i particolari della partecipazione a questo Giro 2010, la rinuncia forzata di Pellizzoti, la partenza improvvisa. «Si trovava a Messina, nonostante da nove anni risieda in Toscana, a Mastromarco – ci spiega Salvatore -. Sua sorella aspetta un bambino ed è al nono mese. Aveva il piacere di vedere nascere il suo primo nipotino e così preparava qui in Sicilia il Tour de France. Con i cugini Cosimo e Peppe Bongiovanni». Poi la chiamata a due giorni dal via della competizione e i pensieri che si rincorrono: «Inizialmente sembrava quasi incavolato per la mancanza di tempo oggettiva per prepararsi, soprattutto mentalmente – continua il padre -. E’ uscito di casa con la sua nuova Vespa X300 bianca ed è arrivato fino a Tindari, per pregare. Torna e lo vedo carico al massimo». Quasi a voler dire io questo Giro lo faccio e lo vinco.
Negli occhi passano 16 anni in sella. Dalla Sicilia ai primi successi nelle categorie giovanili e dilettantistiche, l’approdo nella Liquigas e la veloce maturazione, che lo ha portato a fare parte della spedizione olimpica del 2008 in sostituzione di Riccardo Riccò, fornendo anche in quella occasione il suo contributo. Il primo Giro, il Tour, l’infortunio. L’emozione della prima volta in rosa, poi la lucidità per una sfida ancora tutta da decidere. Ma quanta festa per i suoi sostenitori.
A Mastromarco, paese della provincia di Pistoia dove come detto da qualche anno lo Squalo vive, la gioia del fans club locale (“I cannibali”) non è misurabile: «Un Giro non previsto, non calcolato, affrontato da Vincenzo probabilmente con la giusta serenità e consapevolezza di non aver niente da perdere – si legge sul muro del sito internet -. Ed infatti non ha perso niente e per il momento ha solo guadagnato una meravigliosa maglia rosa. Se la merita tutta il nostro Squalo. Una soddisfazione che ha conquistato sul campo e che non arriva per caso ma è frutto di sacrifici, lavoro e tanta classe. Vederlo sul podio ricevere il simbolo del primato con quella faccia felice e serena, ha un valore immenso per chi ha da sempre creduto in lui, per chi sa davvero chi è Vincenzo Nibali: un ragazzo umile, generoso e soprattutto un grande sportivo. Adesso auguriamoci che possa indossarla a lungo, oppure che la indossi nel giorno più bello…l’ultimo! In ogni caso, dobbiamo dirgli: grazie di cuore per le infinite emozioni che hai saputo regalarci!»
Anche a Messina si è scatenata la NibaliMania. Nel negozio di famiglia sito in via Cesare Battisti, da mercoledì è un via vai continuo di persone, amici e conoscenti, che con il fans club locale festeggiano e incitano il campione peloritano. «Un gran bordello», lo ha definito lo stesso Vincenzo. E mentre la madre è “costretta” a tirare fuori un vecchio scatolone di foto dell’attuale maglia rosa, perché adesso tutti vogliono tornare a rivedere i primi km in bici percorsi in città, gli attestati di stima si susseguono. A quelli del sindaco Giuseppe Buzzanca, si aggiungono quelli del comandante dei Vigili Urbani, Calogero Ferlisi, dell’ispettore capo della sezione Tutela del Territorio Aldo Bruzzano e di tutti gli agenti dell’Infortunistica coordinati dal commissario ispettore Salvatore Marzo (il padre Salvatore collabora fornendo servizi da “esterno” alla Polizia Municipale).
Tutti felici, mentre cresce il fermento in negozio. Qualcuno entra cominciando ad abbozzare l’organizzazione per quando il giro si sposterà più a sud e sarà più facile raggiungere e seguire Vincenzo. Sarà un po’ più difficile per i genitori: «C’è il lavoro, mia figlia partorirà a breve». E chissà che non possa arrivare una doppia gioia per l’attuale maglia rosa. Il sogno continua, «ci proverà. È carico», continua Salvatore. E le sue doti da cronoman e scalatore, ma anche di eccellente discesista, fanno ben sperare.
