E’ stato condannato in abbreviato a tre anni e sei mesi per tentata concussione Ferdinando Pierri, l’ex impiegato dell’Amam arrestato nel dicembre scorso dalla Squadra mobile con l’accusa di concussione. Il Gup Maria Teresa Arena gli ha inflitto anche la pena accessoria della decadenza dall’impiego.
Approfittando della sua postazione all’ufficio relazioni con il pubblico Ferdinando Pierri aveva intercettato una signora di 50 anni alla quale era arrivata una bolletta di 15mila euro per una casa di campagna a Spartà, in cui la signora, single e casalinga, non si recava da tempo. Alla richiesta della cinquantenne di una verifica sulla somma arrivatale e sull’eventuale possibilità di dilazionare il pagamento, Pierri dopo averle detto che era stata “fortunata perché aveva incontrato un sant’uomo”, aveva invitato la signora ad uscire dalla sede dell’Amam sul viale Giostra e una volta fuori, le propose un accordo. Se gli avesse dato 2mila euro avrebbe pensato lui a risolvere la questione.
La casalinga accettò la proposta concordato per il pomeriggio del giorno dopo la consegna dei 2mila euro. Ma una volta tornata a casa, la cinquantenne andò in questura a raccontare quanto successo. Gli investigatori della Squadra Mobile coordinati dai dirigenti Giuseppe Anzalone e Rosalba Stramandino fecero scattare l’operione battezzata -Bollette d’oro-.
