Il governatore ha prodotto 35 documenti enumerati e ha risposto alle domande del procuratore sulla vicenda “scoppiata” dagli articoli de “La Repubblica” sull'indagine per concorso esterno in associazione mafiosa. Depositate anche pubblicazioni di stralci di intercettazioni dell'ex assessore di Paterno', Carmelo Frisenna, e resoconti d'aula dell'Assemblea regionale siciliana
Una vecchia conoscenza del tribunale di Palermo, l’attuale procuratore della Repubblica di Messina Guido Lo Forte, ha interrogato stamani il presidente della Regione Raffaele Lombardo, nell’ambito dell’inchiesta sulla fuga di notizie alla Procura di Catania. Si tratta della vicenda “scoppiata” qualche mese fa quando il quotidiano “La Repubblica” rivelò che il governatore siciliano era indagato per concorso esterno in associazione mafiosa. Addirittura l’autorevole giornale annunciava imminenti “manette” per Lombardo, anche se i fatti, in realtà, col tempo hanno detto altro.
Tra smentite della Procura di Catania, attacchi politici e orazioni d’altri tempi all’Ars dello stesso Lombardo, sono passati oltre due mesi e il presidente della Regione è ancora lì e si appresta a varare la quarta versione del suo “camaleontico” governo. Oggi, intanto, verrà ascoltato a Messina: alla Procura dello Stretto, infatti, è passata l’inchiesta per la cosiddetta “legittima suspicione”.
Oggi Lombardo ha parlato a lungo, poco meno di quattro ore, riferendo a Lo Forte quel che sapeva sulle notizie uscite sui giornali. Il Governatore ha consegnato una raccolta di articoli di stampa, circa 40, che trattano le sue vicende giudiziarie, e che tesimonierebbero che -c’è una matrice politica-.
-Vediamo l’esito di questa presunta indagine, perche’ qui tutto e’ presunto – ha dichiarato il governatore -. Io non ho avuto alcuna comunicazione, nulla di nulla, se non attraverso la stampa. Ho reso spontanee dichiarazioni e sono stato interrogato come persona informata qui e a Catania. Sono stato interrogato come testimone ho prodotto 35 documenti enumerati e illustrati ad uno ad uno e ho risposto alle domande del procuratore e di un altro sostituto. I documenti – ha spiegato Lombardo – consistono in articoli di stampa nei quali e con i quali si e’ configurata la fuga di notizie e alcuni dei quali sono palesemente falsi e per questo adiro’ le vie legali-.
Il governatore ha anche depositato le pubblicazioni di stralci di intercettazioni dell’ex assessore di Paterno’, Carmelo Frisenna, e resoconti d’aula dell’Assemblea regionale siciliana. Prossimo passaggio per Lombardo domani a Palermo, davanti alla Commissione nazionale antimafia, alla quale riferirà sulle sue dichiarazioni rilasciate all’indomani dell’articolo di Repubblica sulla presunta richiesta di arresto a suo carico. (ER)
