Incidente sul lavoro a Taormina. Operaio cade da un'altezza di 7 metri. La Fillea Cgil: “Inaccetabili conseguenze delle irregolarità nel settore dell’edilizia”

Incidente sul lavoro a Taormina. Operaio cade da un’altezza di 7 metri. La Fillea Cgil: “Inaccetabili conseguenze delle irregolarità nel settore dell’edilizia”

Incidente sul lavoro a Taormina. Operaio cade da un’altezza di 7 metri. La Fillea Cgil: “Inaccetabili conseguenze delle irregolarità nel settore dell’edilizia”

martedì 20 Luglio 2010 - 10:52

Il sindacato ricorda che è il secondo incidente sul lavoro in una settimana

Un operaio edile è caduto da un ponteggio alto sette metri. L’uomo di 55 anni, orginario di Acicatena, ieri mattina mentre si trovava al lavoro presso un cantiere a Gallordoro per cause da acceratre è precipitato al suolo. immediatamente soccorso dai colleghi è stato portato al pronto soccorso dell’ospedale S.Vincenzo. L’uomo ha riportato gravi lesioni.

Sul posto è intervenuta la Polizia di Stato del commissariato di Taormina e i colleghi della Scientifica, che dopo i necessari accertamenti tecnici, fotografici e planimetrici ha messo sotto sequestro del cantiere.

Sull’accaduto prende posisizonde la Fillea Cgil. “L’ennesimo ed inaccettabile incidente sul lavoro, avvenuto in un cantiere di Gallodoro, con un operaio che versa adesso in gravi condizioni, conferma il dramma dell’assenza di sicurezza e di tutele in troppi luoghi di lavoro”, così Biagio Oriti, segretario generale della Fillea Messina- la categoria della Cgil che segue il settore dell’edilizia- .

“A distanza di una settimana da un altro incidente, avvenuto in un cantiere di Camaro, è inevitabile pensare all’inadeguatezza dei sistemi di controllo, all’esiguo numero di ispettori destinati alla vigilanza e a una più complessiva illegalità che dilaga nei cantieri di questa provincia- prosegue Oriti-. In una fase come questa, i lavoratori pagano due volte il prezzo della crisi: prima con i licenziamenti e la cassa integrazione (oltre 1.500 posti perduti in edilizia negli ultimi 12 mesi) poi con il lavoro nero e con la mancanza di tutele individuali”.

Il segretario generale della Fillea punta il dito contro la scarsità di controlli sulla sicurezza e sulla regolarità e sulla spregiudicatezza di quegli imprenditori che per risparmiare mettono a repentaglio l’incolumità dei lavoratori. “Da anni chiediamo di aumentare i controlli e di potenziare le sanzioni per quei datori di lavoro che vogliono abbattere i costi speculando sui lavoratori mettendone a rischio la stessa incolumità- osserva Oriti-. Da anni denunciamo l’imbarbarimento di un mercato del lavoro in cui l’operaio non viene più considerato come persona ma solo come uno strumento, un mezzo, una merce da usare e poi gettare quando non serve più”.

Nell’esprimere la più piena solidarietà all’operaio rimasto vittima di questo ennesimo incidente e augurandogli la pronta guarigione, la FILLEA CGIL, sin dai primi di Settembre avvierà una forte campagna di sensibilizzazione contro il lavoro nero e contro le nuove forme di caporalato

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