L’episodio di ieri fa tornare d’attualità il tema dei rischi a cui è sottoposta Messina. Sempre più necessario l’ampliamento dell’approdo di Tremestieri
C’è poco da fare. Finché l’intera mole di traffico dei mezzi pesanti non verrà trasferita davvero a Tremestieri, la città continuerà a rimanere schiava dei tir. L’episodio di ieri, per la verità, ha caratteristiche particolari: il conducente era autorizzato, avrebbe dovuto scaricare la propria merce in un edificio di Contesse e procedeva a passo d’uomo. Una fatalità, insomma, legata anche al fatto che a Messina, secondo un’ordinanza comunale, lo scarico merci si può effettuare dalle 6 alle 7.30, dalle 10 alle 11.30 e dalle 14 alle 16, dunque anche in orari di punta. L’unica zona tutelata rimane il centro storico, nel quale non possono accedere i mezzi con carichi superiori ai 35 quintali.
Rimane un altro dato. Il tir che ieri si è scontrato col bambino di 10 anni a Minissale era appena sbarcato dal molo Norimberga. E dunque aveva attraversato l’intera città, presumibilmente la via La Farina, che tutti sappiamo quanto sia trafficata a metà mattinata. Qualcuno forse ricorderà la sfuriata di due anni fa del comandante della Polizia municipale Ferlisi, che durante uno sfogo affermò che «è impossibile continuare a far transitare i tir in porzioni di strada come la Via La Farina o il cavalcavia. E’ un problema per i messinesi che transitano a piedi o con le macchine, per coloro che vivono o lavorano nella zona falcata, per le autovetture che devono imbarcarsi con Rfi. Ho manifestato più volte in questi anni a sindaci e commissari questo stato di cose insostenibile, ma niente da fare».
A due anni di distanza la situazione non sembra migliorata. Basta dare un’occhiata al sito della Cartour per leggere gli orari della tratta Messina-Salerno. Da Messina le navi imbarcano al molo Norimberga alle 0.30 e alle 14.30, mentre gli sbarchi sono previsti alle 10 del mattino e alle 21.30. Numeri importanti sono venuti fuori anche dai primi bilanci dell’ecopass, il ticket per l’attraversamento dello Stretto che ha avuto il merito di mettere a nudo dati che fino a ieri si potevano solo immaginare. La media di mezzi pesanti che si imbarcano alla Rada San Francesco è di circa 100 al giorno. Non tantissimi, replicano dalla compagnia di navigazione. Ma neanche pochi, se si considera che gli imbarchi dal centro e non dal porto a sud dovrebbero avvenire solo in deroga. Dovrebbero essere solo eccezioni. Insomma, è una questione di sicurezza, ma anche di vivibilità di una città che nel 2010 si riscopre ancora schiava. E fragile.
