Dino e Giuseppe Romeo si dissociano dalle affermazioni rilasciate nei giorni scorsi dal rappresentante dell’Ugl Salvatore Mercadante e del presidente dell’Associazione “Autonomie Popolari” Giuseppe Scattareggia
Ultimi interventi, in ordine di tempo, sulla querelle sorta in merito all’operato del dirigente dell’Asp5 Salvatore Giuffrida, prima attaccato dall’esponente sindacale dell’Ugl Salvatore Mercadente, e poi difeso dal rappresentante provinciale dell’Mpa Fabio D’Amore, quelli dei figli di Nunzio Romeo, del presidente dell’Ordine dei Medici Giuseppe Caudo e di Stefano Leopardi. Quest’ultimi, in particolare, specificano di volere prendere le distanze da quanto affermato dal presidente dell’associazione Autonomie Popolari – Centro Studi Nunzio Romeo, Giuseppe Scattareggia, in linea con la posizione manifestate da Mercadante.
“Non condividiamo né nella forma né nella sostanza – scrivono i fratelli Romeo – le affermazioni fatte in questi giorni dal presidente dell’associazione che porta il nome di nostro padre. In un momento particolarmente delicato per la sanità messinese ci appare infatti utile che la categoria dei medici, la direzione aziendale e le forze sociali lavorino in sinergia e mettano da parte sterili polemiche per superare le criticità attuali e restituire serenità alla cittadinanza. Al direttore generale dell’ASP dr.Salvatore Giuffrida esprimiamo piena solidarietà e stima, e auspichiamo che adesso come in passato il nome di nostro padre sia motivo di aggregazione e non di discordia”.
Alla presa di distanza dalle affermazioni fatte nei giorni scorsi da Scattareggia e Mercadante ci sono quindi uniti “i componenti storici” del gruppo di Nunzio Romeo, il presidente dell’Ordine dei Medici di Messina Giacomo Caudo e Stefano Leonardi. Entrambi i rappresentati dell’organo che governa i medici dello Stretto hanno manifestato solidarietà al direttore generale dell’Asp Salvatore Giuffrida “per le gratuite affermazioni fatte in una serie di comunicati stampa prodotti con estrema leggerezza da alcuni personaggi che hanno inteso strumentalizzare e cavalcare l’onda mediatica del momento”.
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