La normativa prevede di “adattare” in maniera fissa i componenti delle giunta ad ¼ dei consiglieri, ma solo per gli organi rinnovati a partire dal 2010. Palermo e Catania lo hanno già fatto. Il consigliere del Pd: «Ricevuto lanci un serio segnale di razionalizzazione, soprattutto in caso di rimpasto»
Una questione più “morale” che amministrativa. A muoverla è ancora una volta il consigliere del Pd, Pippo Rao, vera e propria voce dell’opposizione alla Provincia. Dopo diversi mesi l’esponente del centrosinistra torna sulla questione della riduzione del numero degli assessori nella giunta Ricevuto, e lo fa sottolineando come tale disegno, al di là delle normative, rientrerebbe nell’ambito della rinnovata politica di stop alle spese annunciata dal presidente di palazzo dei Leoni.
«Appare a questo punto improcrastinabile la riduzione degli Assessori, così come da tempo hanno già fatto le Provincie di Catania (li ha ridotti a 10) e Palermo (portati a 12), realtà con un territorio ed una popolazione sicuramente maggiori rispetto a quelli del nostro ente – spiega Rao -. Sarebbe un segnale di razionalizzazione della spesa importante, proprio perché investirebbe settori per i quali non si capisce l’esigenza di avere una struttura assessoriale, quando non vi sono risorse da investire ed impiegare per eventuali iniziative, o addirittura per alcune deleghe di riscontrata inutilità. Se poi la delega deve servire a retribuire un poltrona politica, con corredo di segreteria e strutture connesse, frutto di logiche cencelliane, per tenere in piedi maggioranze che a tutto servono tranne che per portare avanti il programma del Presidente, del quale oramai tra l’altro si è persa traccia visto il fermo biologico in cui si trova la Provincia, la considerazione è presto fatta».
Attualmente la normativa non obbliga Ricevuto a tagliare il numero dei componenti. La legge Finanziaria per il 2010 infatti, all’art. 2, comma 185, prevede effettivamente una riduzione fissa degli assessori comunali e provinciali pari ad ¼ dei consiglieri, ma questa si applica a partire dal 2010 esclusivamente per gli organi per cui è previsto il rinnovo. Specificazione, quest’ultima che di fatto esclude in questo momento Palazzo dei Leoni dai tagli previsti anche dal recente decreto legge datato marzo.
«E’ vero che la normativa ultima in materia pone l’obbligo solo dal rinnovo degli organismi la riduzione degli assessorati – continua Rao -, ma ci si chiede se proprio per le considerazioni fatte sopra non sarebbe questo un serio segnale di razionalizzazione della spesa ma anche di attenzione al principio della buona amministrazione. Inoltre il Presidente sappia che se dovesse mettere mano ad un eventuale rimpasto in giunta per i giochi di potere all’interno della maggioranza, o per eventuali rese dei conti al proprio interno, il Pd chiederebbe con ancora più forza la riduzione degli assessorati, perché sarebbe chiaro che questo tipo di operazione sarebbe funzionale solo ad una logica da “mercato delle vacche”, oltre ad ingenerare valutazioni giuridiche sulla applicazione della norma sulla riduzione degli assessorati . Aspettiamo ancora la messa in atto di quelle politiche di rilancio dell’azione politico-amministrativa dell’amministrazione Ricevuto, che passati oramai oltre due anni dal proprio insediamento si stentano ad intravedere, ma che vengono costantemente annunciate alla stampa ma poi non realizzate».
