Il caso monitoraggio ambientale tra parziali dietrofront e nuove prese di posizione

Il caso monitoraggio ambientale tra parziali dietrofront e nuove prese di posizione

Il caso monitoraggio ambientale tra parziali dietrofront e nuove prese di posizione

lunedì 24 Gennaio 2011 - 13:52

Il sindaco: il trasferimento dei tre dipendenti del Servizio è temporaneo. Visicaro (La Nostra Città): il Comune non ha mai osservato la legge su questo tema. Carreri (Risorgimento messinese): da Buzzanca solo fumo. Guerrera (Udc): l’Amministrazione in stato confusionale

E’ un caso, ormai, il servizio monitoraggio ambientale. Il trasferimento all’Urbanistica degli unici tre dipendenti qualificati a svolgere questo servizio ha sollevato un polverone, solo parzialmente diramatosi con quello che è parso un dietrofront del sindaco Giuseppe Buzzanca. Parziale perché, al di là delle rassicurazioni sulla mancata sospensione del sindaco, la realtà è che quei tre dipendenti non sono rientrati nell’ufficio Sma (Servizio monitoraggio ambientale, appunto), e lo faranno, a quanto pare, solo a febbraio. Tra l’ironico ed il polemico il commento di Saro Visicaro, del comitato “La Nostra Città”: «Di cosa si stupiscono coloro che oggi, solo oggi, scoprono che il Comune di Messina non osserva la legge in tema di controllo della rete di rilevamento dei veleni presenti nell’aria? Palazzo Zanca non si è mai munito di un servizio di rilevamento autonomo. Ha sempre delegato tale compito alla Provincia. Successivamente funzioni parzialmente assorbite dall’Arpa regionale. Il Comitato La Nostra Città denunziò tale anomalia portando in giudizio gli ex sindaci Providenti e Leonardi. Sindaci che riuscirono a dimostrare (?) la loro rettitudine portando a discolpa, pensate un po’, la realizzazione di quella scala mobile di via Rocca Guelfonia ancora oggi neppure in funzione. Scala mobile che avrebbe dovuto diminuire l’inquinamento atmosferico… Paradossi e meraviglie di questa città».

«Successivamente – ricorda Visicaro – nessun’altra amministrazione comunale provvide a mettere in funzione un adeguato sistema di monitoraggio. Comune,Provincia e Regione si sono sempre rimpallate le responsabilità. Il Comitato si presentò al procuratore Croce chiedendo un suo autorevole intervento e proponendosi per svolgere gratuitamente il rilievo dei dati e permettere il funzionamento delle centraline esistenti. Il magistrato dichiarò che, tecnicamente, la proposta era impraticabile. Allora nessuno si meravigliò o si scompose più di tanto. Oggi si scoprono meravigliati anche coloro che avrebbero potuto agire quando erano parte integrante delle amministrazioni. E noi ancora di più ci meravigliamo della loro meraviglia».

Il primo a lanciare l’allarme sulla sospensione del servizio di monitoraggio era stato il presidente della commissione viabilità e protezione civile di Palazzo Zanca, il consigliere comunale Nino Carreri. «Ancora una volta – ha confermato Carreri – è stata dimostrata con i fatti l’importanza del lavoro svolto dai rappresentanti del civico consesso che tramite una normale attività di controllo (svolta in questo caso da parte della commissione che ho l’onore di presiedere) ha evidenziato una delle tante scellerate decisioni poste in essere dal nostro primo cittadino». Da quanto si evince dalla nota di risposta del sindaco, infatti, ha ricordato Carreri «il servizio della rete di rilevamento e monitoraggio acustico e del traffico veicolare non è stato certamente ripristinato, se è vero che il provvedimento di invio ad altri uffici dei dipendenti comunali non è stato mai ritirato, quindi ancora tanto fumo per coprire una situazione grottesca poiché si parla di spostamento temporaneo dei dipendenti fino a febbraio, con i dati ambientali che continuerebbero quindi ad essere raccolti “autonomamente dalle macchine” e soprattutto interpretati non si sa bene da chi per poi essere inviati all’ingegnere Domenico Manna, che a sua volta dovrebbe segnalare l’eventuale criticità a Buzzanca».

«Il grottesco rischia di diventare ridicolo – prosegue Carreri – ricordando che tra i tanti incarichi attribuiti a -titolo non oneroso- risulta esservi un esperto “per la promozione e la ricerca di tecniche e procedure relative al controllo e al monitoraggio bio-ambientale nel territorio comunale”. Un modo sicuramente fantasioso di risolvere i problemi legati alla carenza di personale mediante dipendenti comunali ed esperti fantasma, che potrebbero materializzarsi all’uopo e contestualmente smaterializzarsi in funzione dei bisogni del primo cittadino, che in quanto dotato di poteri speciali pensa evidentemente di poter trasmettere anche alla macchina amministrativa le stesse potenzialità e facoltà a lui attribuite dal famigerato Governo amico».

Sull’argomento interviene anche Domenico Guerrera, consigliere comunale dell’Udc (D’Alia), secondo cui il trasferimento disposto dal sindaco «è il segno evidente dello stato confusionale in cui versa l’Amministrazione», di cui l’Udc, però, questo è bene sempre ricordarlo, fa parte. Il consigliere osserva che appare «illogico spostare per circa un mese, tre dipendenti che svolgono un ruolo importante a salvaguardia della salute dei cittadini, in un Dipartimento in agonia. Un mese di lavoro, che poi a causa delle festività e licenze ordinarie, si riduce a venti giorni, di tre unità che non avendo formazione professionale nel settore, può servire, forse, a prendere contatti con la struttura e capire le difficoltà e la poca organizzazione del sistema di lavoro. Certamente non potranno dare un contributo valido a smaltire entro la fine di febbraio molte pratiche, così come affermato». Secondo Guerrera «sono altre e ben più incisive le decisioni da adottare per risollevare le sorti di un dipartimento che dovrebbe svolgere un ruolo vitale per la salvaguardia del territorio e per consentire un corretto e ordinato sviluppo urbanistico della città, e che invece è costretto a lavorare in emergenza e senza ottemperare alle scadenze imposte dalle vigenti disposizioni in materia».

«Immotivato e irrazionale – prosegue Guerrera – è lo spostamento di personale, che ha acquisito nel corso degli anni una buona esperienza nel settore e, che oggi in piena emergenza viene assegnato ad altri dipartimenti e sostituito da personale proveniente da altri rami del settore amministrativo, senza alcuna formazione per il lavoro che dovranno svolgere. Non comprensibile è la mancata assegnazione delle pratiche da espletare, a istruttori tecnici che sono stati assegnati alla struttura da diversi mesi e che rimangono inoperosi».

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