Nuovo dietrofront di Cateno De Luca: addio Forza del Sud. All’Ars va al gruppo misto

Nuovo dietrofront di Cateno De Luca: addio Forza del Sud. All’Ars va al gruppo misto

Nuovo dietrofront di Cateno De Luca: addio Forza del Sud. All’Ars va al gruppo misto

martedì 15 Febbraio 2011 - 15:20

Il deputato regionale scioglie il recente matrimonio con Gianfranco Micciché con l’obiettivo di rilanciare il progetto politico “Sicilia Vera”: «Non aderirò a nessun partito in vista delle prossime amministrative». Il gruppo tornerà a chiedere un posto in giunta alla Provincia e al Comune?

I primi ammiccamenti risalgono al settembre scorso, un mese dopo era scoppiato l’amore suggellato da una cena in quel di Fiumedinisi. Oggi, invece, si ufficializza il divorzio, anche se la notizia era nell’aria da giorni. Cateno De Luca ha rassegnato le dimissioni da capogruppo all’Ars di Forza del Sud ed è passato al gruppo misto. Il deputato regionale ha spiegato nel corso di una conferenza stampa che la scelta nasce dalla «voglia di non abbandonare il progetto politico autonomista di Sicilia Vera, che anzi sarà rilanciato nelle prossime settimane».

«Ho pensato fosse giusto rassegnare le mie dimissioni – ha detto De Luca -. Ne ho parlato oggi prima della conferenza stampa in una cordiale telefonata con Gianfranco Miccichè. Gli ho spiegato che come lui è innamorato del suo progetto Forza del Sud, io lo sono del progetto Sicilia Vera. Ci siamo dunque lasciati con un reciproco in bocca al lupo, non escludendo future collaborazioni che siano indirizzate a valorizzare le autonomie locali. Ci tengo a precisare – ha poi proseguito De Luca – che resterò al gruppo Misto anche durante la prossima tornata di elezioni locali che si svolgeranno in Sicilia, quindi smentisco nel modo più categorico mie adesioni ad alcun partito, come invece è più volte trapelato da indiscrezioni della stampa».

De Luca fa poi sapere che riunirà i quadri dirigenti in rappresentanza degli oltre 200 amministratori dell’associazione Sicilia Vera il prossimo 26 febbraio, per decidere la forma organizzativa che in futuro dovrà assumere il progetto. «Saremo presenti in tutti i comuni interessati dalla prossima tornata elettorale con nostre liste e anche candidati a sindaco – aggiunge – . In aula all’ars contrasteremo tutti i provvedimenti che non ci convincono ed appoggeremo le proposte che riteniamo utili per la Sicilia. Punteremo ad esaltare il ruolo delle autonomine locali nell’autentica tradizione sturziana che pone al centro della’attività politica le municipalità ed i corpi intermedi della società siciliana».

A Messina si riapre il discorso per ciò che concerne le giunte comunale e provinciale. A palazzo Zanca, dopo l’uscita di Pinella Aliberti, travolta dal “caso contributi alle associazioni sociali”, nessun nuovo esponente dell’area De Luca ha fatto il proprio ingresso. A seguito di un confronto con il sindaco Buzzanca era emersa la possibilità di rientro nell’esecutivo della stessa Aliberti, che potrebbe però essere “dirottata” alla Provincia. A proposito di palazzo dei Leoni, probabile che la divisione con Micciché spinga nuovamente Sicilia Vera a chiedere un rappresentante in giunta, mai inserito. Fino ad oggi Ricevuto aveva risposto alle sollecitazioni ricordando che dell’esecutivo fa parte Lino Monea, esponente del PdL proprio di area Micciché (che non ha consiglieri in aula). Proprio l’assessore ai Lavori Pubblici avrebbe occupato la “casella” riservata a Forza del Sud, circostanza che adesso potrebbe non stare più bene ai “deluchiani”. A parte la Aliberti, in rampa di lancio c’è anche Mario Puglisi, presidente del Gal dei Peloritani. Qualora Ricevuto decidesse di dare l’ok all’ingresso, non perdendo così altri quattro uomini in consiglio dopo la separazione con l’Mpa, due le piste praticabili: l’uscita di Monea e l’ingresso di un rappresentante di Sicilia Vera o l’occupazione di una delle poltrone rimaste vuote dopo l’uscita di Duca e della Bruno, fino ad oggi “congelate”. Da capire comunque l’evoluzione dei rapporti tra De Luca e il PdL, considerando che in un centro importante della provincia come Milazzo, il parlamentare regionale si trova dall’altra parte della barricata rispetto al partito di Berlusconi.

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