Feluca e NewCo: nuovo rinvio a giovedì. I consigli comunale e provinciale prendono tempo

Feluca e NewCo: nuovo rinvio a giovedì. I consigli comunale e provinciale prendono tempo

Feluca e NewCo: nuovo rinvio a giovedì. I consigli comunale e provinciale prendono tempo

lunedì 28 Febbraio 2011 - 15:08

A Palazzo Zanca, con l’assessore Capone in aula, è stato chiesto di avere ulteriori chiarimenti dall’esperto Latella sulla salvaguardia del personale. Alla Provincia un parere dei revisori dei conti ha creato nuove perplessità

Al giudice fallimentare verrà chiesto di rinviare l’udienza, perché il destino di Feluca e dei suoi 17 lavoratori non verrà deciso né oggi né domani. Se ne riparlerà giovedì, quando cioè torneranno a riunirsi i consigli comunale e provinciale. Infruttuose, in termini di decisioni finali, le sedute di oggi. Anzi, il consiglio provinciale nemmeno s’è riunito: della questione si è discusso in commissione, alla presenza dell’esperto nominato da Comune e Provincia per condurre in porto l’operazione, il prof. Dario Latella. Ma a creare nuove perplessità e ad ingarbugliare il tutto è stato un parere reso dal collegio dei revisori dei conti di Palazzo dei Leoni. I revisori Antonino Piraino, Gabriele Molica e Francesco Lembo hanno espresso parere contrario alla delibere di costituzione della NewCo, spiegandone ovviamente i motivi. Si parte da un presupposto: che per giungere al dunque si deve passare dalla cessione o il conferimento della società Feluca alla costituenda società NewCo, «infatti solo mediante la cessione della Feluca tutti i contratti attivi e passivi della cedente potranno essere trasferiti alla costituenda società NewCo». Ma è proprio su questo passaggio che il collegio dei revisori «ha nutrito grossi dubbi sulla fattibilità». Dal piano strategico di governance messo a punto da Latella, infatti, «si evince che nonostata è stata chiesta al liquidatore della Feluca la situazione patrimoniale della società, lo stesso non ha risposto, quindi non si conosce la reale situazione patrimoniale della Feluca, né si conosce la massa passiva della Intermedia», il partner privato detentore del 51 per cento delle quote, fallito nel novembre 2006.

«A parere di questo collegio – si legge – è opportuno, al fine di non gravare di ulteriori oneri la Provincia, non acquisire la Feluca attraverso la cessione dell’azienda. Infatti per tale fine la Provincia ha impegnato la somma di 400 mila euro sul bilancio 2010. In considerazione che la NewCo si costituirà con capitale sociale di 100 mila euro, si evince chiaramente che gran parte della differenza tra la sottoscrizione del 50 per cento del capitale sociale pari a 50 mila euro e l’importo impegnato di 400 mila euro servirà a sanare le situazioni patrimoniali della Feluca e della Intermedia, con onere a carico della Provincia e del Comune, che ha previsto una spesa di 700 mila euro». Da qui il parere negativo dei revisori dei conti, di cui ovviamente si è discusso stamani in commissione. La delibera è stata dunque “congelata”, in attesa di ulteriori chiarimenti che i consiglieri hanno chiesto all’Amministrazione provinciale, invitata a partecipare, dopo tre sedute andate “a vuoto”, alla commissione convocata per giovedì mattina. In particolare sono stati chiesti lumi su aspetti tecnici e non, tra i quali la relazione di Domenico Santamaura, commissario liquidatore della Feluca, sulle passività della società stessa e sulle attività svolte, chiarimenti sul personale (e sul fatto che i servizi di Feluca non possano essere svolti da personale interno dell’ente) e infine su quanto e se questa operazione potrà incidere sul patto di stabilità (che la Provincia, a differenza del Comune, non ha rispettato).

Non sembra molto più fluida la situazione a Palazzo Zanca, alla cui seduta di consiglio hanno assistito anche i lavoratori della Feluca (diciassette dipendenti). In questo caso i dubbi maggiori riguardano proprio la salvaguardia del personale: i consiglieri hanno chiesto che sia lo stesso Latella, giovedì mattina, a chiarire se effettivamente la delibera oggi all’esame dell’aula garantisca o meno i lavoratori. Il passaggio “incriminato” è il punto numero due degli obiettivi riassunti dalla delibera: «salvaguardare ove possibile le professionalità e gli assets già disponibili presso la Feluca Spa». Cosa significa quel “ove possibile”? L’Amministrazione si lascia una “porticina” aperta per eventuali nuove assunzioni? E quel “ove possibile” mette a rischio parte dell’attuale personale? Questi i dubbi, oltre a quelli di carattere economico-finanziario, per i quali è stato chiesto un parere, non vincolante, del collegio dei revisori dei conti del Comune.

Del resto già il corposo piano di governance redatto da Latella ed allegato alla delibera di spiegazioni ne dà tante. Latella chiarisce che la NewCo rientra nella definizione di società “in house providing”, strumentale alle esigenze istituzionali dei due enti pubblici per lo svolgimento di servizi telematici ed informatici. Una necessità, quella di esternalizzare i servizi, che per quanto riguarda il Comune emerge dalla stessa nascita di Feluca, cui poi effettivamente sono stati affidati i servizi telematici (non tutti, per la verità) di Palazzo Zanca. Per quanto riguarda la Provincia, invece, è lo stesso dirigente competente di Palazzo dei Leoni a chiarire come oggi si profili «la saturazione di impiego di tutte le figure professionali idonee a prestare i servizi» che dovrebbe effettuare la NewCo, fermo restando che ad oggi, pur possedendone il 20 per cento delle quote, la Provincia non ha mai ha affidato un servizio che fosse uno alla Feluca (esternalizzandone alcuni, invece). Latella chiarisce anche che «la NewCo dovrà fornire al Comune ed alla Provincia i servizi telematici coessenziali alle finalità istituzionali degli enti ed in sinergia coi rispettivi uffici, attraverso l’impiego di risorse professionali ed aziendali acquisite da Feluca spa». Il personale sembrerebbe dunque salvaguardato. Ma ormai la prossima puntata di questa telenovela è fissata per giovedì prossimo. Sarà l’ultima?

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