Un killer da un moto ha sparato numerosi colpi di pistola all'indirizzo di Carmelo Giambò. L'uomo era stato già ferito in un agguato nell'agosto scorso
E’ riuscito a scampare ad un agguato di chiaro stampo mafioso nascondendosi con l’auto dentro il cortile della caserma della Compagnia dei Carabinieri di Barcellona. Un autentico colpo di fortuna per Carmelo Giambò, 39 anni, ritenuto affiliato al clan di Carmelo D’Amico che già ad agosto aveva mandato a monte una prima spedizione di morte organizzata per eliminarlo. Stamattina Giambò stava accompagnando a scuola il figlio di cinque anni. Erano da poco trascorse le otto quando all’incrocio tra la Via Luigi De Luca e la Via Medaglia d’Oro Lorenzo Cutugno la sua Opel Corsa è stata affiancata da una moto con due persone a bordo. Il giovane che viaggiava sulla sella posteriore ha estratto la pistola ha esploso diversi colpi. Nessuno però ha colpito Giambò nè la sua auto. I proiettili si sono conficcati nella carrozzeria di alcune vetture parcheggiate. Il 39enne, dopo aver evitato il piombo dei sicari, ha accelerato e si è rifugiato nella vicina caserma dei carabinieri. Sul posto sono giunti il Sostituto Procuratore della DDA di Messina Giuseppe Verzera ed il Sostituto Procuratore della Repubblica presso il Tribunale di Barcellona Pozzo di Gotto Francesco Massara. Il 29 agosto scorso Giambò l’aveva fatta franca una prima volta. Allora un sicario lo attese sotto casa e quando l’uomo scese dall’auto per aprire il cancello sparò diversi colpi di pistola. Uno lo raggiunse in pieno petto riducendolo in fin di vita. L’uomo venne ricoverato al Policlinico di Messina e riuscì a ristabilirsi. Secondo gli investigatori l’agguato di oggi rientrerebbe in un regolamento di conti fra famiglie rivali del barcellonese.
