Si aggrava la posizione dell’ex sindaco di Santa Teresa di Riva, al quale in secondo grado sarebbe stato contestato l’abuso d’ufficio per aver portato la propria consorte in Francia a spese del comune ionico. Si va verso una nuova sospensione dall’incarico
Anteprima Ts. Clamoroso colpo di scena in consiglio provinciale. Il consigliere di “Sicilia Vera” Nino Bartolotta è stato condannato in appello per l’indagine facente riferimento all’epoca in cui ricopriva l’incarico di sindaco di Santa Teresa di Riva. Circostanza che, a distanza di mesi, apre nuovamente le porte di palazzo dei Leoni a Tony Muscarello, primo dei non eletti nella lista “Autonomisti per l’Mpa” e successivamente transitato dall’area De Luca all’Udc-D’Alia.
Certamente un brutto colpo per Bartolotta. La sentenza di primo grado pronunciata dai magistrati della prima sezione penale del Tribunale di Messina, aveva condannato l’ex commissario dell’Ente Fiera per il reato di peculato d’uso. Bartolotta, nella precedente carica di sindaco di Santa Teresa di Riva, insieme all’assessore allo Sport del centro jonico Massimo Rizzo e al consigliere comunale Alessandro Fleres, aveva inserito tra i componenti della delegazione che andò a sostenere il gemellaggio tra il comune jonico e il comune francese di Fuveau, anche le consorti, che beneficiarono senza alcun titolo istituzionale delle somme dedicate al loro vitto ed alloggio. Per lui (come per gli altri imputati) fu comminata la pena di due anni d’interdizione dai pubblici uffici e la sospensione dal consiglio provinciale per 18 mesi, in attesa del secondo grado di giudizio.
Allo scadere dei 18 mesi, senza ancora essere stato giudicato in appello, Bartolotta rientrò in consiglio proprio al posto di Muscarello. Nelle scorse ore è arrivata la doccia fredda, anche perché il reato contestato sarebbe adesso divenuto più grave. Dal peculato infatti, si sarebbe passati all’abuso d’ufficio. L’ufficialità della sentenza dovrebbe essere resa nota nelle prossime settimane, a seguito della quale il consigliere di “Sicilia Vera” dovrebbe essere nuovamente sospeso dalla carica. (Emanuele Rigano)
