I consiglieri comunali Pergolizzi, Cantello e Carreri chiedono spiegazioni ma soprattutto atti al commissario straordinario Russo e sollecitano Buzzanca a fare verifiche. L’interrogazione arriverà anche sulla scrivania della Procura della Corte dei Conti
Nulla di nuovo emerge da Pazzo Zanca sul futuro dell’Atm. Il contenuto del piano di rilancio dell’azienda trasporti, incluso nella delibera -salva- Atm-, rimane ancora sconosciuto, nonostante gli annunci pubblici dell’assessore alle politiche finanziarie Orazio Miloro, il quale aveva assicurato – ormai due settimane or sono – l’imminente presentazione alla stampa della strategia messa in atto dall’amministrazione comunale per salvare dalla crisi l’azienda speciale, di cui il Comune è unico ente proprietario. In assenza di sviluppi concreti, ci pensano tre consiglieri comunali a tenere alta l’attenzione sull’Atm.
In una interrogazione indirizzata commissario straordinario dell’Atm Giuseppe Russo e al sindaco Giuseppe Buzzanca, Nello Pergolizzi(Fli)(nella foto), Ivano Cantello (Sicilia vera) e Antonino Carreri (Risorgimento messinese) scrivono di aver ricevuto «segnalazioni circa l’adozione, negli ultimi anni, di provvedimenti formali assunti dai vertici dell’Azienda ATM, con l’assegnazione di mansioni superiori, rispetto al parametro di inquadramento, ad alcuni dipendenti in forza alla stessa, che hanno causato, a seguito di varie sentenze del Giudice del lavoro, l’inquadramento a parametri superiori di un elevato numero di lavoratori». I quattro esponenti politici evidenziano inoltre, che «numerosi giudizi risulterebbero a tutt’oggi pendenti dinnanzi al Giudice del lavoro» e rilevano che «ove effettivamente sussistente quanto sopra evidenziato, potrebbe configurarsi un potenziale danno per l’Azienda e quindi, di conseguenza, per l’Ente Comune».
Al fine di fugare ogni dubbio, Pergolizzi, Cantello e Carreri invitano Russo «a verificare se le mansioni superiori svolte nel tempo dai dipendenti in questione, che hanno comportato, a seguito di sentenze da parte dell’Autorità Giudiziaria, l’inquadramento a parametri superiori, siano state svolte in violazione alle Leggi e/o ai contratti allora vigenti; ad assumere immediatamente ogni iniziativa e tutti i provvedimenti di autotutela e annullare gli atti di conferimento di mansioni superiori, al fine di evitare che gli stessi possano comportare pretese in ordine all’inquadramento definitivo nel superiore parametro d’inquadramento dei dipendenti interessati; ad assumere, con sollecita urgenza, ogni ulteriore più opportuna iniziativa, al fine di evitare eventuali danni economici all’Azienda ATM».
Sempre al Commissario dell’Atm chiedono di fornire loro una serie di atti e documenti quali: «elenco del personale in servizio presso l’Azienda ATM ed eventuale ulteriore documentazione amministrativo – contabile, da cui si evincano: i nominativi, la qualifica e l’area funzionale di appartenenza, le mansioni espletate dai singoli dipendenti e il parametro originario di assunzione;
eventuale ulteriore documentazione amministrativo – contabile, nella parte in cui sono riportati eventuali passaggi a parametri superiori dei dipendenti in servizio, rispetto a quelli originari di inquadramento; report dettagliato ed eventuale ulteriore documentazione amministrativo – contabile, dal cui si evincano le somme accessorie (straordinario, indennità, ecc.), percepite a qualsiasi titolo, dai dipendenti dell’Azienda ATM nel corso degli anni 2008-2009-2010; copia di qualsiasi altro atto connesso».
I quattro consilglieri sollecitano infine Buzzanca «verificare quanto nella presente denunciato ed accertare, anche nell’ottica di evitare il rischio di un potenziale futuro contenzioso con i dipendenti interessati, per eventuali differenze retributive e/o inquadramento nel parametro superiore».
Non contenti avvisano il primo cittadino e il commissario Atm che «in esito alla risposta, si riservano di esporre in merito alla competente Procura della Corte dei Conti, cui la presente viene inviata per opportuna conoscenza».
