Il restyling degli edifici del centro era stato argomento di dibattito alcune settimane fa. L’opportunità la offre la Regione dal dicembre scorso ma nessuno ne parla: mutui agevolati in convenzione con Unicredit. Ecco i dettagli di un’iniziativa che punta anche al rilancio dell’edilizia. Che non è solo cemento… (Fotogallery di Dino Sturiale)
Gli edifici del centro storico di Messina meritano un diffuso intervento di restyling. Lo dimostra il reportage fotografico del nostro Dino Sturiale, integralmente visibile in photogallery. Lo dimostrano quegli schiaffi alla storia che ad ogni passo siamo costretti ad osservare. Una necessità che del resto è stata al centro del vertice tenutosi qualche settimana fa negli uffici della Soprintendenza dei Beni culturali. A quel tavolo parteciparono tecnici e rappresentanti sia della Soprintendenza stessa che del Comune. Il soprintendente Salvatore Scuto parlò di «stato indecoroso» degli edifici del centro storico, l’assessore Gianfranco Scoglio di un «piano particolareggiato». Nessuno, però, fece riferimento ad un’opportunità che esisteva da mesi, dal dicembre 2010 per l’esattezza, e che esiste tutt’ora. L’assessorato regionale delle Infrastrutture, infatti, ha emanato un avviso con il quale vengono previste agevolazioni economiche per interventi di recupero di immobili residenziali ubicati nei centri storici o nelle cosiddette zone omogenee “A” del Piano regolatore. «Le agevolazioni – si legge nell’avviso – sono conseguibili attraverso la stipula di apposite convenzioni tra l’amministrazione regionale e gli istituti di credito, per la concessione di mutui con ammortamento ventennale e pagamento dei relativi interessi a carico dell’amministrazione regionale». Nello specifico l’unico istituto di credito convenzionato è Unicredit, il cui direttore dell’area commerciale di Messina, Maria Gabriella Macauda, sottolinea che «questa è una grande opportunità sotto molti profili: lo è per i proprietari degli immobili, lo è per gli imprenditori del settore, lo è anche per la città». Un’opportunità che rappresenterebbe anche un segnale per chi crede, ancora, che l’unico modo per creare economia, in questa città, sia quella di gettare cemento e alzare palazzine. L’edilizia non è solo costruire, ma anche recuperare, ristrutturare, riqualificare (nella stessa fotogallery si può notare come di operazioni di restauro più che riuscite non ne siano mancate ed è sempre un bel colpo d’occhio). Opportunità, dunque, che andrebbe sfruttata ma anche “capillarizzata”. Alcuni comuni della provincia, infatti, hanno deciso di pubblicizzare questa iniziativa attraverso i propri siti on-line istituzionale. Niente di tutto questo, invece, appare sul sito del Comune di Messina. Forse sarebbe opportuno provvedere, anche perché l’ammissione a contributo degli interventi è regolata da una valutazione di ammissibilità condotta secondo l’ordine cronologico di presentazione delle istanze (che può avvenire dal 3 giugno). Insomma, arrivare tardi potrebbe significare arrivare troppo tardi.
GLI INTERVENTI AMMISSIBILI
Sono quattro le tipologie di intervento ammissibili, secondo quanto leggiamo nell’avviso pubblico della Regione. Interventi di restauro o risanamento conservativo: quelli rivolti a conservare l’organismo edilizio e ad assicurarne la funzionalità mediante un insieme sitematico di opere che, nel rispetto degli elementi tipologici, ne consentano le destinazioni ad uso residenziali; sono compresi il consolidamento, il ripristino e il rinnovo degli elementi costitutivi dell’edificio, l’inserimento degli elementi accessori e degli impianti richiesti dalle esigenze dell’uso, l’eliminazione di elementi “estranei”. Interventi di ripristino funzionale: sono compresi il ripristino o la sostituzione di alcuni elementi costitutivi dell’edificio, l’eliminazione, la modifica e l’inserimento di nuovi elementi ed impianti. Interventi di manutenzione straordinaria: le opere e le modifiche necessarie per rinnovare e sostituire parti anche strutturali degli edifici, nonché per realizzare ed integrare i servizi igienico-sanitari e tecnologici, sempre che non alterino i volumi e le superfici delle singole unità immobiliari e non comportino modifiche delle destinazioni d’uso. L’ultima tipologia, ma certamente non la meno importante, tutt’altro: interventi per l’adeguamento alle norme vigenti ed alle disposizioni antisismiche.
MUTUI FINO A 300 MILA EURO
Ogni intervento, aspetto importante, dovrà essere autorizzato formalmente dall’amministrazione comunale (concessione edilizia, autorizzazione edilizia o comunicazione) o, se non necessario per l’inizio dei lavori, dovrà essere accompagnato dalla Dia (sostituita dalla Scia). I contratti di mutuo ventennale con i proprietari degli immobili possono essere stipulati per un importo massimo di 300 mila euro e comunque non superiore a 2 mila euro al metro quadro per ciascuna unità abitativa: a carico del bilancio regionale viene posto il 100 per cento del costo degli interessi. Per il cumulo delle istanze presentate da ciascun richiedente non vengono prese in considerazione quelle relative agli interventi su parti comuni di immobili condominiali, sempre entro i limiti finanziari previsti. Per tutti gli interventi ritenuti ammissibili, in base alla disponibilità di risorse, il relativo mutuo verrà erogato direttamente dall’Unicredit in seguito all’approvazione dell’istanza. Il richiedente entro 120 giorni dalla data di comunicazione dell’ammissibilità del contributo dovrà far pervenire copia del contratto condizionato di mutuo all’ufficio regionale competente, presentando al tempo stesso copia di concessione edilizia o autorizzazione lavori.
I REQUISITI
Il richiedente dovrà possedere alcuni requisiti. Tra questi possedere l’intera proprietà dell’immobile o esserne comproprietario e delegato dagli altri proprietari o, ancora, socio di cooperativa edilizia. Inoltre non devono risultare nei suoi confronti provvedimenti giudiziari che limitano o sottraggono la disponibilità del bene oggetto dell’intervento ai proprietari richiedenti (o procedure esecutive pendenti).
FOTOGALLERY DI DINO STURIALE
