Autunno 2011: ad opera della coppia Merkel-Sarkozy si avvera la previsione di Carlo Azelio Ciampi

Autunno 2011: ad opera della coppia Merkel-Sarkozy si avvera la previsione di Carlo Azelio Ciampi

Giovanni Mollica

Autunno 2011: ad opera della coppia Merkel-Sarkozy si avvera la previsione di Carlo Azelio Ciampi

venerdì 04 Novembre 2011 - 18:45

Invece di piagnucolare per la violazione della sovranità nazionale, i Paesi affetti da classi politiche incapaci - come Grecia e Italia - dovrebbero accettare il commissariamento da parte di una tecnocrazia europea senz’anima e ideali. E riconoscere il fallimento della classe dirigente uscita dal ’68. Parolaia e inconcludente, a destra come a sinistra. E mandarla a casa, una volta per tutte.

Il 1° Gennaio del 2002 l’Italia, insieme ad altri 11 Paesi, adottò l’euro. Più precisamente, si dovrebbe dire che fu ammessa nel Club dell’Euro. Fino all’ultimo momento fummo sotto esame – lo siamo da 50 anni, checché ne dicano i politici che oggi si mostrano scandalizzati per le “direttive” della Bce al nostro Governo –, in quanto il Trattato di Maastricht del 1992 imponeva ai Paesi che si proponevano di entrare nell’Unione monetaria europea, il rispetto di precisi parametri economici. Che il nostro Paese non rispettava interamente.
Probabilmente pochi ricordano le polemiche di quegli anni. Un gruppo di economisti guidati dal Messinese Antonio Martino sosteneva che l’Euro avrebbe rappresentato una camicia di forza per la nostra economia che avrebbe bloccato la crescita economica degli anni precedenti e impoverito il Paese. Altri – la maggioranza, guidata da Ciampi e Prodi – ritenevano che l’entrata nell’Euro, con i conseguenti diktat, avrebbe obbligato l’Italia a realizzare le riforme strutturali che non eravamo in grado di fare da soli. A causa delle resistenze corporative che bloccavano il Paese.
Avevano ragione entrambi. Tutti sappiamo, infatti, com’è andata a finire: sottoposto a una cura da cavallo – soprattutto durante il Governo Amato, con il famoso prelievo forzoso sui conti correnti, decretato nottetempo -, il nostro Paese riuscì a essere accettato ma fu costretto a subire un rapporto di cambio lira-euro (il famoso 1.936,27) decisamente penalizzante per la nostra economia.
Da allora sono passati 10 anni e le conseguenze sono sotto gli occhi di tutti: maggiore stabilità, contenimento dei costi delle importazioni, bassa inflazione ma anche notevole riduzione del tasso di crescita, fine delle svalutazioni competitive e minore potere d’acquisto delle classi a reddito fisso.
E’ inutile dire che nei 10 anni appena trascorsi i governi che si sono succeduti non sono stati capaci di avviare le riforme strutturali sperate da Ciampi e da Martino.
Ora la speculazione finanziaria e l’Europa ci costringono.
Stando così le cose, che significato ha accusare Prodi di avere ceduto alla forza contrattuale tedesca al momento di fissare il cambio lira/euro o accusare Berlusconi di aver lasciato commissariare il Paese?
Sarebbe più serio prendere atto che siamo stati incapaci di trasformarci da soli in un Paese moderno. E allora, ben venga la costrizione europea che Ciampi si aspettava, a cavallo dello scorso decennio.
Visto come è finita alla Grecia?
Terrorizzati dalle minacce franco-tedesche di mancata concessione dei prestiti indispensabili per evitare la bancarotta – nonché dai disordini che ne deriverebbero – sia Nuova Democrazia (all’opposizione) che i socialisti del Pasok (il partito di Papandreou) hanno gettato a mare il referendum dell’orgoglio nazionale e lo stesso Primo Ministro, accettando di fatto di essere ormai un Paese a sovranità limitata.
Uno spettacolo vergognoso di inconcludenza di una classe politica tutta presa a difendere i privilegi propri e dei poteri forti, fottendosene dell’interesse del Paese.
Come in Italia.
Quasi comiche le dichiarazioni di Sarkozy, per il quale “L’annullamento della consultazione popolare greca rappresentava un successo del messaggio lanciato da Francia e Germania.
La verità è quella che, con realismo e lungimiranza, aveva previsto Ciampi: la tecnocrazia di Bruxelles e Francoforte prevale ormai sulle sovranità nazionali dei Paesi che esprimono una politica inadeguata ai tempi.
Se è così, e purtroppo è così, mettiamo da parte l’orgoglio nazionale e tentiamo di vederne il lato positivo di questa bancarotta politica.

O qualcuno si illude che le liti da mercato rionale dell’attuale Governo non si ripeterebbero con un Governo che comprende PD, Italia dei Valori, Sel e Udc?

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