Domenica 22 aprile ore 18, per la stagione della Filarmonica Laudamo, l’atteso recital del pianista Benedetto Lupo. Punto riferimento del pianismo non solo italiano, la carriera di Benedetto Lupo ha preso avvio da un precoce debutto da solista con l’orchestra all’età di tredici anni ed è stata subito scandita dalle affermazioni in molti concorsi internazionali. Nel 1992, quando la sua intensa attività concertistica lo vedeva già impegnato nelle Americhe, in Giappone ed Europa, ha vinto a Londra il Premio Terence Judd. Considerato uno dei talenti più interessanti e completi della sua generazione, oggi può vantarsi d’aver suonato in tutte le principali sale sia in recital che con orchestre e direttori di spicco.
Nel 2008 è stato protagonista del grande concerto beethoveniano in Canada per i quattrocento anni della fondazione della città di Québec. Nel tempo il suo repertorio si è enormemente arricchito fino a includere quasi tutta la letteratura pianistica dell’età classico-romantica, con incursioni nella produzione moderna e contemporanea. Le sue incisioni discografiche hanno ottenuto i più prestigiosi premi internazionali. Il programma con cui fa ritorno alla Filarmonica Laudamo, dopo la bella esecuzione del Terzo Concerto di Rachmaninov con l’Orchestra Verdi di Milano avvenuta qualche anno fa, impagina con eleganza lavori dell’ultimo Brahms e la Grande Sonata op. 37 di Čajkovskij, grandiosa e affascinante testimonianza del pianismo tardo-romantico, rarissimamente eseguita nelle sale da concerto.
