Primo tra i nostri concittadini nella speciale graduatoria, l'autonomista Cateno De Luca, secondo solo al catanese Scammacca
Fanno discutere e non poco i -740- dei componenti dell’Assemblea Regionale Siciliana, riferiti al 2007, che fotografano chi e quanto guadagna di più tra i rappresentanti politici dell’assolata terra sicula. A sorpresa, ma forse non troppo, le prime venti posizioni ospitano anche alcuni nostri concittadini.
I dati pubblicati oggi dal quotidiano -la Sicilia-, conferiscono la medaglia d’oro al catanese Guglielmo Scammacca della Bruca, battente bandiera Pdl che, grazie a 35 fabbricati e 27 terreni fra Valverde, San Gregorio e Catania e al fruttuoso connubio politica-sanità (oltre che ricoprire la carica di deputato possiede infatti numerose -partecipazioni- in strutture sanitarie del territorio), vanta una dichiarazione annuale che si attesta sui 591.884 euro di imponibile.
Non sono da meno, come detto, i politici di -casa nostra- che occupano posizioni di tutto rispetto. Primo fra tutti, secondo solo a Scammacca, Cateno De Luca, vulcanico sindaco del piccolo centro ionico di Fiumedinisi. Il giovane e ambizioso deputato dell’Mpa possiede il 38 per cento delle azioni della -Dioniso-, una società che ha effettuato investimenti nel settore turistico e dichiara un reddito di 390 mila euro.
Fuori dal podio ma detentore di una posizione, anzi di una dichiarazione, di tutto rispetto, anche Antonino Beninati, quinto, seguito da Roberto Corona, presidente di Confcommercio e nuovamente eletto alle elezioni dello scorso aprile, che dichiara invece 233.000 euro. Ma non se la passa male neanche l’opposizione, con Franco Rinaldi del Pd, consigliere d’amministrazione di due imprese edili messinesi (Paride e Piramide).
E contrariamente a quanti avrebbero immaginato, si classifica -solo- sedicesimo l’attuale Presidente della Regione Raffaele Lombardo con un imponibile che non raggiunge i 200 mila euro e, forse ancor più a sorpresa, non figurano neanche più nell’elenco dei -Paperoni- l’ex-governatore Salvatore Cuffaro e l’ex-presidente Ars Gianfranco Miccichè.
