La polvere che ha sporcato le auto dei messinesi proviene da aree remote del Sahara, al confine fra Algeria e Libia
Lo scirocco è un vento primaverile e la primavera non è fatta solo di sole, fiori, bonaccia e clima tiepido. Ma è la stagione di transizione per eccellenza. In questo periodo dell’anno le masse d’aria calde dai vasti entroterra desertici del nord Africa, che iniziano a scaldarsi (sole verso lo Zenit), provano a guadagnare terreno verso latitudini più alte. Mentre le masse d’aria fredde, facente capo alla circolazione del vortice polare, pur iniziando pian pianino ad arretrare verso nord, continueranno con le ultime offensive in direzione del Mediterraneo. Pertanto le grandi altalene termiche che vedremo nelle prossime settimane rappresenteranno la normalità per una stagione di transizione.

In questi giorni ha prevalso l’anomalia barica negativa fra Atlantico e Mediterraneo occidentale, che ha aperto il canale dello scirocco lungo tutto il Mediterraneo centrale, con un flusso meridionale proveniente da latitudini piuttosto basse, pensate dai 30’- 32’ nord. Questi venti, a tratti impetuosi, provenienti da Sud e da S-SW, hanno soffiato su vaste aree desertiche sabbiose, secche e prive di vegetazione, sollevano per aria ingenti quantità di sabbia, polvere e pulviscolo desertico, producendo delle vere e proprie nuvole di polvere, sollevate verso la media troposfera da moti convettivi (correnti ascensionali) che favoriscono uno spostamento su grandi distanze, da un continente all’altro. Raggiunta una certa quota, dai 2000 ai 6000 metri di altezza, la polvere desertica tende a “galleggiare” in atmosfera, un po’ come le nubi, secondo il famoso “principio di Archimede”, spostandosi seguendo le correnti aree. Nel caso odierno, previsto in questo articolo, la polvere che ha sporcato le auto dei messinesi proviene dalla regione algerina dei grandi “Erg” (dune) orientali, e in parte pure dal confinante Fezzan, dal profondo sud della Libia.

Come sono finiti i granelli di polvere sulle nostre auto?
Cosi i granelli di polvere desertica, che sporcano le nostre auto e i nostri terrazzi o balconi, arrivano fino alle nostre latitudini, per poi iniziare a depositarsi al suolo in due modi: tramite la “deposizione umida” e la “deposizione secca”. Nella “deposizione umida” la gocciolina di pioggia, cadendo per gravità verso terra, assorbe le polveri presenti in sospensione in atmosfera, depositandole al suolo, o sulle nostre auto posteggiate all’aperto, creando delle macchioline di color giallo o marrone. Nella “deposizione secca” la polvere si accumula sul terreno per sedimentazione, lasciando piccoli accumuli, come capita sul davanzale di una finestra o nel tergicristallo della nostra auto, con la sedimentazione gravitazionale.

A proposito di piogge e polvere desertica
Recenti studi hanno inoltre dimostrato il ruolo determinante giocato dalla polvere sahariana come nuclei di condensazione, determinanti nell’originare goccioline e cristalli di ghiaccio che producono poi le nuvole, i temporali e le precipitazioni. Nel caso di oggi i temporali sono stati originati da fattori dinamici, come la linea di convergenza al suolo fra scirocco e libeccio, e una intensa divergenza, legata anche al passaggio del “core” della “corrente a getto”, sopra i cieli della Sicilia, con massimi di velocità proprio a ridosso dell’Isola. A partire da domani i più freddi venti atlantici, tramite il ponente, scacceranno via la polvere e le correnti africane, pulendo l’atmosfera, ma aprendo una fase di nuova instabilità, con piogge e rovesci sparsi che potranno bagnare le coste tirreniche e l’area dello Stretto. Mentre le temperature subiranno una notevole diminuzione, con massime che non andranno oltre i +14°C nel weekend.
