Per i consiglieri, “ancora una volta manca la programmazione dell’amministrazione comunale. La risposta: "Ispezione non autorizzata. I risultati del Tpl parlano chiaro"
MESSINA – “Ancora una volta manca la programmazione dell’amministrazione comunale. 29 nuovi bus elettrici dopo 6 mesi parcheggiati a binario morto”. In sopralluogo all’Atm, Marcello Scurria e Giuseppe Capurro vanno all’attacco. “Nell’esercizio della funzione ispettiva”, i due consiglieri del gruppo Scurria Sindaco “hanno verificato direttamente la situazione dei mezzi. Presentati in pompa magna, ma fermi in deposito sotto il sole: senza infrastrutture adeguate non si può parlare di programmazione”.
Sostengono i consiglieri: “Erano stati presentati alla città come un ulteriore passo verso una mobilità moderna, efficiente e sostenibile. Oggi, invece, 29 nuovi autobus elettrici Iveco risultano parcheggiati a “binario morto” presso la
sede di Atm, senza poter essere utilizzati pienamente nel servizio di trasporto pubblico”.
“Atm e la mancata programmazione da parte dell’amministrazione comunale”
“Il dato che emerge è l’ennesima dimostrazione di una programmazione insufficiente da parte dell’amministrazione comunale. Ci chiediamo come sia possibile acquistare e presentare 29 autobus elettrici nuovi di zecca senza avere contestualmente pronte tutte le infrastrutture necessarie per farli circolare – dichiarano Scurria e Capurro –. Un autobus elettrico, per funzionare, ha bisogno di essere ricaricato. Sembra una banalità, ma evidentemente per questa amministrazione non lo è”.
“Quello che contestiamo non è la scelta dell’elettrico. Contestiamo il metodo: ancora una volta si procede con annunci, inaugurazioni e presentazioni, mentre la macchina amministrativa arriva dopo, e spesso con enorme ritardo”, aggiungono. E insistono: “Questa vicenda è emblematica di un modo di amministrare la città. Tutto arriva in ritardo: le opere, le infrastrutture, gli interventi e, in questo caso, persino ciò che serve per mettere in strada autobus già acquistati e già presentati alla cittadinanza. Chi amministra una città dovrebbe programmare prima, non rincorrere le emergenze dopo”.
“Il sopralluogo presso Atm è stato effettuato proprio per comprendere nel dettaglio quali siano le cause che impediscono la piena operatività dei mezzi, quale sia lo stato delle infrastrutture di ricarica, quali siano i tempi previsti per la loro attivazione e quali costi siano stati sostenuti per l’intera operazione”, viene specificato.

Atm: “Ispezione non autorizzata, i risultati del Trasporto pubblico locale sono la miglior risposta”
Ed ecco la replica dell’azienda: “Stupisce come un consigliere comunale esperto, come Giuseppe Capurro, ignori, in buona fede, ovviamente, che nessuna attività ispettiva vi è stata, né vi poteva essere. Le modalità di esercizio dell’attività ispettiva sono radicalmente diverse e richiedono comunque richieste al legale rappresentante di Atm S.p.A. che non vi sono state. È invece avvenuto, che vi sia stato un ingresso non autorizzato dalla porta carraia della sede di Atm, che ha portato soggetti non autorizzati nella parte operativa dell’azienda, ove vi sono mezzi in movimento, officine, operai e altro. Quanto alle considerazioni svolte dai consiglieri, le stesse non tengono conto che in questi ultimi sei mesi sono stati immatricolati e pervenuti in azienda molti bus e non si sono fatte conferenze stampa sia perché, ove vi fossero state, qualcuno avrebbe detto che si turbava la campagna elettorale, sia per una banale considerazione: l’arrivo di nuovi mezzi ad Atm non è più un fatto episodico. Ma è ormai quotidianità, intesa come parte di un percorso in cui l’arrivo di nuovi mezzi non è più un risultato fuori dall’ordinario”.
“Tutto ciò rientra nella programmata crescita di una società che svolge da poco più di sei anni il servizio di Tpl (Trasporto pubblico locale) nella città di Messina e i cui risultati, al di là delle sterili polemiche e a tacer d’altro, sono dati dai numeri dei passeggeri, dai numeri delle corse, dalla stampa, non solo locale, dal grado di soddisfazione complessivo dell’utenza e da quello che ormai può definirsi orgoglio di vivere in una città, che, meglio delle città confinanti, gestisce i servizi pubblici. Ma ciò noi messinesi, tutti, preferiamo dimenticarlo, è meglio criticare”, sostiene l’azienda, con amministratore unico l’avvocato Pietro Cami.

