Il capo della Protezione civile regionale richiama l'attenzione su "case e strade nei posti a rischio dove la natura non li accetta. Come per il ciclone Harry serve la previsione"
SICILIA – “Scenari preoccupanti per il prossimo autunno per temporali, alluvioni e mareggiate. Oggi (ieri, n.d.r.) il picco della seconda seria ondata di calore sulla Sicilia. Oltre ai picchi sopra i 43’, soprattutto temperature molto più alte della medie stagionali e aumento della temperatura del mare e accumulo di notevole energia pronta a sprigionarsi. Dobbiamo essere pronti, attuando le procedure dei piani a tutti i livelli dal Comune alla provincia e alla regione. L’esperienza dell’uragano Harry ci ha confermato che la carta vincente è la previsione e l’allerta precoce tre giorni prima dell’uragano. I danni alle case e alle strade a mare o nelle aree a rischio frana e esondazione non potranno essere evitati. Occorre proteggere tali case, oppure togliere le case e le strade nei posti naturalmente a rischio dove la natura non li accetta”. Così il capo della Protezione civile della Regione siciliana Salvo Cocina sulla sua pagina Facebook.
Questa clima è la “benzina” per eventi autunnali estremi
Su questo tema, nei giorni scorsi, si è espresso il nostro esperto meteo Daniele Ingemi: “Ormai siamo giunti nel famoso punto di non ritorno. Le temperature superficiali delle acque hanno battuto record su record, trasformando il bacino in un vero e proprio “caldo tropicale” fuori posto. Boe e rilevazioni satellitari documentano valori che fino a pochi anni fa sembravano impossibili”.
Insomma, questa è la “benzina” per gli eventi meteo autunnali. Scrive Ingemi: “Quando, tra ottobre e novembre, arriveranno i primi fronti freddi e le prime depressioni si formeranno sui nostri mari, tutto questo calore accumulato verrà rilasciato. Il meccanismo è fisico e brutale. L’acqua calda riscalda l’aria sovrastante, aumentandone la galleggiabilità e favorendo moti convettivi violenti (spinta delle particelle d’aria verso l’alto). La differenza termica tra superficie e quote medie-alte dell’atmosfera (quando arriva aria più fresca) genera instabilità estrema”.
Ingemi: “La Sicilia totalmente cieca di fronte al pericolo“
Per l’esperto meteo, “in questo scenario la Sicilia si presenta particolarmente vulnerabile e, peggio, cieca. L’isola non dispone di un servizio meteorologico regionale strutturato, con sala operativa dedicata, meteorologi qualificati in grado di fare nowcasting e analisi locali, e una rete radar affidabile e continua. Le allerte si basano in gran parte su prodotti nazionali (Aeronautica Militare / Protezione civile centrale) che, per quanto professionali, non possono cogliere con la necessaria finezza i microclimi e l’orografia complessa siciliana”.
Nella foto gli effetti del ciclone Harry, gennaio 2026.

