Un viaggio nei litorali più affascinanti della Regione
Le spiagge bianche non sono un’esclusiva degli atolli tropicali: anche la Sicilia custodisce intatte numerose aree caratterizzate da questo tipo di sabbia (formata prevalentemente da frammenti di gusci di organismi marini) nei pressi di Palermo a Mondello e San Vito lo Capo, a Favignana, a Lampedusa (ad esempio nella spiaggia del Coniglio), in varie spiagge lungo la costa degli Iblei e tra Sciacca e la Marina di Agrigento.
Un recente studio del prof. Franco Ortolani, Ordinario di Geologia e Direttore del Dipartimento di Pianificazione e Scienza del Territorio dell’Università di Napoli Federico II, pubblicato integralmente ieri sul portale dell’Associazione MeteoWeb ONLUS con cui collabora lo stesso professore, analizza in modo estremamente dettagliato questa grande risorsa della Regione Sicilia.
Queste spiagge sono infatti estremamente rare nel Mediterraneo centrale, e secondo il prof. Ortolani sono addirittura -veri e propri frammenti di un ambiente tropicale nel Mediterraneo-.
Ma, sempre secondo il professore napoletano, -tale peculiarità ambientale non è stata compresa; sfugge, pertanto, una importante prerogativa che deve essere adeguatamente tutelata e valorizzata. Dal punto di vista turistico, ad esempio, è importante fare conoscere che nei mari siciliani si trovano spiagge tipiche dei mari tropicali. Dal momento che la sabbia organogena si produce in mare si deve garantire che l’acqua costiera non sia inquinata per evitare la scomparsa degli organismi produttori di frammenti calcarei. La Regione dovrebbe dotarsi di un quadro conoscitivo circa la ubicazione di tutte le spiagge con sabbia prevalentemente organogena, lo stato attuale di conservazione compresa la zona dunare e sommersa. Le sabbie vanno analizzate al fine di individuare gli organismi marini che riforniscono i frammenti di gusci e vanno cartografati anche i fondali dove essi si trovano.
