REGGIO CALABRIA – Reggio non è una città di periferie ma un sistema di centri, legati dalle fiumare e dalle vallate. È su questa visione policentrica che il movimento La Strada lavora da anni, contribuendo a cambiare il linguaggio e l’approccio della politica locale. In questo quadro si inserisce il dossier dedicato alla Vallata del Sant’Agata, presentato all’Amministrazione comunale.
Dalla spiaggia della Sorgente fino ai centri collinari di Cataforio e San Salvatore, la Vallata del Sant’Agata rappresenta un patrimonio storico, ambientale e culturale di valore unico nel Mediterraneo. Un territorio attraversato dalla Fiumara Sant’Agata e ricco di mulini antichi, testimonianze bizantine e tradizioni popolari.
L’associazione La Strada, con l’impegno di Saverio Pazzano, ha promosso negli anni un lavoro di conoscenza e valorizzazione fondato sull’idea che “la memoria si cammina”: passeggiate storico-culturali, progetti artistici e fotografici, concerti e laboratori di musica tradizionale, anche sulle tracce dell’etnomusicologo Alan Lomax. Centrale anche il rafforzamento delle comunità locali attraverso iniziative su mutualismo, uso sociale della terra e produzioni identitarie come bergamotto, agrumi e olio.
Accanto alla dimensione culturale, il dossier evidenzia le criticità infrastrutturali della vallata, a partire dal ponte incompiuto di Sant’Antonino sulla Fiumara Sant’Agata, opera strategica per collegare Arangea, Sant’Antonio e Ciccarello, ferma da anni tra problemi tecnici e burocratici.
«Camminare i luoghi significa custodire la memoria e trasformarla in futuro», sottolinea Saverio Pazzano, indicando nella Vallata del Sant’Agata non solo una radice identitaria ma anche un’opportunità di sviluppo sostenibile e partecipazione.
Il lavoro de La Strada ribadisce che tutela ambientale, cultura, servizi e infrastrutture sono elementi inseparabili di una stessa visione: fare della Vallata un parco antropico e naturale, vivo e accessibile. Un impegno che prosegue con dossier dedicati a tutte le vallate e ai centri della città, “strada per strada”.

Complimenti allo scrittore Pazzano perché la vallata Sant’ Agata è abbandonata dalle istituzioni e dovrebbe essere più pubblicizzata e frequentata dai cittadini per conoscere alcuni luoghi antichi come l’ ex agriturismo Agraria al mulinello dove negli anni settanta la gente andava a prendere l acqua che sgorgava dalla sorgente.