Le fasi clou dello sbaraccamento: cosa accadrà prima delle demolizioni - Tempostretto

Le fasi clou dello sbaraccamento: cosa accadrà prima delle demolizioni

Le fasi clou dello sbaraccamento: cosa accadrà prima delle demolizioni

mercoledì 19 Settembre 2018 - 05:54
Le fasi clou dello sbaraccamento: cosa accadrà prima delle demolizioni

Quando si sarà concluso lo sgombero delle baracche si procederà subito alla bonifica di tutte le aree prima di dare il via alle demolizioni. Per questo il Comune cerca operatori del settore che si dovranno occupare di eliminare amianto e qualsiasi altro materiale che non dovrà finire nelle macerie delle baracche rase al suolo

A spassi spediti verso l’operazione risanamento. Su tutti i fronti. Perché le fasi clou non saranno solo quelle dello sgombero delle famiglie o della ricerca dei nuovi alloggi, ma c’è anche la demolizione delle baracche, non appena le famiglie andranno via. L’amministrazione De Luca non intende commettere l’errore che si è perpetrato negli anni e che di fatto ha permesso che le baracche passassero di famiglia in famiglia, di occupazione in occupazione, di generazione in generazione. Le baracche dovranno essere demolite subito. E per programmare questa fase altrettanto delicata, ieri il dirigente Romolo Dell’Acqua e l’assessore Dafne Musolino hanno siglato l’avviso pubblico per costituire l’albo delle ditte di fiducia che si occuperanno materialmente della bonifica dei siti che saranno oggetto di risanamento.

Le aziende e le ditte che operano in questo settore potranno partecipare all’avviso che rimarrà aperto fino alle ore 12 del prossimo 28 settembre. Entro questo limite gli operatori in possesso dell’iscrizione all’albo nazionale dei gestori ambientali e delle specifiche caratteristiche indicate nell’avviso, possono inviare la domanda per l’iscrizione nell’albo comunale.

Si tratta di un passaggio fondamentale perché, spiega il sindaco, servirà all’Amministrazione ad individuare le ditte specializzate che, subito dopo lo sgombero, entreranno nelle aree di cantiere e bonificheranno i siti, eliminando prioritariamente l’amianto delle baracche. «La rapidità dell’azione è uno strumento indispensabile per evitare che, come successo in passato, le baracche sgombrate vengano occupate nuovamente. L’obiettivo che si è imposto l’Amministrazione è senza dubbio elevato, ma stiamo mettendo in campo ogni risorsa interna per raggiungerlo. Adesso tocca alla Regione erogare i fondi per fare eseguire la bonifica ambientale».
Il messaggio finale è dunque rivolto a Palermo, anche perché i costi della bonifica delle sette aree e delle conseguenti demolizioni saranno ingenti e senza risorse finanziarie si rischia di vanificare metà del percorso intrapreso.

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