In Calabria la più triste Giornata mondiale delle api

In Calabria la più triste Giornata mondiale delle api

Redazione

In Calabria la più triste Giornata mondiale delle api

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giovedì 20 Maggio 2021 - 07:35

Notevolissimi i danni per le aziende apistiche: Coldiretti chiede l'immediata verifica ai fini della proclamazione dello stato di calamità naturale

Nei giorni scorsi, da queste colonne Coldiretti aveva messo in guardia sui gravissimi danni in itinere ai danni degli apicoltori: in molta parte della Calabria, distrutto anche metà del prodotto previsto a causa di gelate improvvise e api ridotte alla fame. A tal punto che gli apicoltori sono stati costretti, per farle sopravvivere, ad alimentarle direttamente negli alveari con sciroppi zuccherini.
Uno stato di cose non certo superato e particolarmente triste oggi, 20 maggio, data in cui ricorre la Giornata mondiale delle api.

Le cifre

In base ai dati dell’Anagrafe nazionale zootecnica – Banca dati apistica, in Calabria lavorano 1385 apicoltori tra professionisti e hobbisti (che producono miele per autoconsumo, ma possiedono il codice d’attività). Gli apiari sono 5406, gli alveari 118.465 e gli sciami 12.103. “Dati e numeri nel tempo – fa sapere Coldiretti Calabria – sono aumentati in parallelo con gli alveari dedicati al biologico, ma che adesso stanno subendo un duro colpo. Sono più di 3.500.000 i kg di miele che si producono, che generano un valore alla produzione di oltre 15 milioni di euro.  In media una singola ape – precisa l’associazione di coltivatori – visita in genere circa 7mila fiori al giorno e ci vogliono quattro milioni di visite floreali per produrre un chilogrammo di miele”.
Quest’anno, però, evidenzia Coldiretti, “l’inverno bollente e la primavera segnata da ripetute gelate hanno creato gravi problemi agli alveari con le api che non hanno avuto la possibilità di raccogliere il nettare, a causa delle basse temperature che hanno danneggiato i fiori”.

Biodiversità in pericolo

Le difficoltà che stanno attanagliando le api, si fa sapere da Coldiretti, “sono un pericolo grave per la biodiversità, considerato che questi insetti contribuiscono all’impollinazione. Il ruolo delle api è fondamentale considerato che – evidenzia la Coldiretti – dall’impollinazione dalle api dipendono, in una certa misura, ben 3 colture alimentari su 4, come mele, le pere, le fragole, le ciliegie, i cocomeri e i meloni”.

Fase cruciale, l’impollinazione, anche per la conservazione del patrimonio vegetale spontaneo.
Per tutte queste ragioni, Coldiretti Calabria “ribadisce la richiesta al Dipartimento regionale Agricoltura di verificare i danni sulle aziende apistiche per la dichiarazione dello stato di calamità in questo delicato comparto, fondamentale per la salvaguardia della biodiversità e delle produzioni di qualità”.

Enigma qualità

A tale proposito, se nel 2020 l’acquisto di miele è cresciuto del 13%, “sugli scaffali dei supermercati italiani – denuncia Coldiretti Calabria – più di 1 vasetto di miele su 2 viene dall’estero.  Per evitare di portare in tavola prodotti provenienti dall’estero, spesso di bassa qualità, occorre verificare con attenzione l’origine in etichetta oppure – si consiglia – rivolgersi direttamente ai produttori nelle aziende agricole, negli agriturismi o nei mercati di Campagna amica. La Coldiretti ricorda che il miele prodotto sul territorio è riconoscibile attraverso l’etichettatura di origine obbligatoria fortemente sostenuta dalla Coldiretti.

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