Dopo il recente prestigioso premio vinto alla Biennale di Venezia, il pittore di Cannistrà torna ad esporre le sue opere a Barcellona. E ci racconta la sua carriera artistica.
È tra le colline di Cannistrà, i sentieri di campagna e gli scorci di un incantevole paesaggio mediterraneo che ha inizio la carriera artistica del pittore Giuseppe Milone. È qui che, a contatto con grandi artisti, Milone comincia a usare il pennello sotto la guida del maestro Leotti. «Ho vissuto nell’arte e non ho mai smesso di dipingere», racconta. Oggi è un pittore affermato e quotato. Quest’anno ha ricevuto il premio internazionale per la pittura “I due mori” alla Biennale di Venezia. Domani verrà invece inaugurata nella “Sala Vetri” dell’Oasi di Barcellona, alle ore 17.30, una mostra da lui stesso organizzata, che sarà aperta fino al 22 novembre. Per l’occasione verranno presentati 26 quadri; tra questi una ventina sono stati realizzati dal 2005 ad oggi. Quello che ci accoglie nel suo laboratorio e ci mostra le sue ultime creazioni, è un uomo fiero di tanti traguardi e tante soddisfazioni, conquistati, però, con non pochi sacrifici. Seduti intorno al tavolo del suo studio, Milone ci racconta la sua storia. «Un giorno, un critico d’arte mi ha confessato di invidiarmi perché sono nato in una terra bellissima, che possiede dei colori speciali e che è stata fonte d’ispirazione per grandi artisti». Una terra che negli anni ’50 era frequentata da personaggi illustri quali Migneco e Guttuso, amici intimi del maestro Nino Leotti. «Pochi sanno – aggiunge Milone – che queste campagne le ha riprodotte anche Guttuso in alcune sue opere». E a contatto con questo ambiente culturale, Milone si avvicina all’arte. «Il mio primo quadro l’ho realizzato a nove anni», dichiara. Allievo di Leotti, che nota subito il suo talento, Milone frequenta per nove anni la scuola di disegno di Barcellona, diretta dal maestro Marcello Crinò, dedicandosi anche al lavoro. «Ho fatto il pittore e il macellaio contemporaneamente e a tempo pieno. Anche quando ho aperto la macelleria a Barcellona, non ho mai smesso di dipingere. Il lavoro mi serviva a mantenere la mia attività artistica, a partecipare a mostre e rassegne varie. La prima mostra l’ho fatta a Barcellona nel 1989, all’età di 19-20 anni». Tra “collettive” ed “estemporanee”, concorsi nazionali e internazionali, procede la carriera di un pittore di provincia che ha portato la sua arte nel resto d’Italia e in tutto il mondo, raccogliendo successi e consensi da critici di fama mondiale, a cominciare da Andrea Nania. Tra gli ultimi riconoscimenti, quello conferitogli dalla Biennale di Venezia, lo premia per la sua abilità nel rappresentare la natura. Milone si definisce un paesaggista per eccellenza. «Io – dichiara – sento la natura. E la osservo. Esamino come la vegetazione nel corso delle stagioni si trasforma, come cambiano i colori». Da questa attenta osservazione nascono dipinti come “Siccità è vita”, l’opera premiata alla Biennale. «In questi anni – continua Milone – ho rappresentato il paesaggio che mi circonda, San Paolo, le colline di Cannistrà, Barcellona, Santa Lucia, Castroreale, San Marco d’Annunzio, la mia casa natale, le stradine in pietra, i ruderi sparsi qua e là nelle campagne, testimonianze di un vissuto che nel tempo scompaiono, ma anche i paesaggi che ho avuto modo di vedere nei miei soggiorni all’estero».
La natura, protagonista indiscussa delle sue opere, è sottoposta a una lunga e minuziosa analisi che avviene in laboratorio. «Se vedo un paesaggio che mi attrae particolarmente, scatto una foto. Ma questo è solo il primo passo, perché il mio lavoro non consiste nel riprodurre una copia della copia. La foto serve solo a ricordare, ma a questo si aggiunge un attento studio sulle profondità, le luci e i colori», chiarisce il pittore. Per non parlare dello sforzo, della pazienza e dell’abilità necessari per rappresentare ogni minima foglia, più grande o più piccola a seconda di dove è collocata, le impercettibili venature della corteccia dell’albero, le infinite tonalità di verde, il colore che predilige. «Dipingere è la mia vita», afferma infine Milone. E nel mostrarci le ultime opere realizzate in occasione della mostra di domani, può dichiarare fieramente che nessuno riesce a stargli dietro nel riprodurre tutti questi dettagli.
