Domenico Mirabile, che con il figlio, gestisce il “Mail Boxes” di via Papa Giovanni, chiede solo un’autorizzazione per agevolare il carico e lo scarico delle merci davanti al negozio.
«Non chiedevo niente di straordinario. Ma in questa città ottenere una semplice autorizzazione diventa un miraggio». Esordisce, così, Domenico Mirabile, l’uomo che ieri si è incatenato alla ringhiera delle scale di Palazzo Longano in segno di protesta. Siamo andati a trovarlo nel negozio di spedizioni e collettame “Mail boxes” che gestisce insieme al figlio, in via Papa Giovanni a Pozzo di Gotto, per farci raccontare nei dettagli le vicissitudini di una storia che si trascina, con continui rinvii, da novembre 2007. «Mio figlio ha aperto l’attività nel 2000. Il contratto che ha stipulato con la “Mail boxes” scade quest’anno, ma condizione necessaria per il rinnovo è l’ottenimento dell’autorizzazione al fine di istituire una zona di divieto di sosta per lo scarico e carico delle merci davanti al negozio», spiega il sig. Mirabile. E continua: «Io ho presentato la richiesta al Comune nel novembre 2007, quando per la prima volta abbiamo ricevuto una comunicazione scritta di un fornitore che, in queste condizioni, si rifiutava di fornire il nostro punto vendita. Dopo di lui anche altri si sono lamentati».
Si tratta di lamentele legittime, poiché i corrieri espressi, trovando il parcheggio di fronte al negozio già occupato, non hanno la possibilità di sostarvi con i loro automezzi e sono costretti a trasportare pacchi pesanti, contenenti spesso oggetti fragili o di valore a piedi, con il rischio che possano rompersi. «Così non è possibile lavorare – lamenta ancora il commerciante – Chiediamo soltanto di lasciare libero lo stallo per la sosta due ore la mattina e due ore il pomeriggio. Mio figlio ha fatto un investimento per aprire questa attività e non è giusto che ora tutti i suoi sacrifici siano messi a repentaglio per un’inefficienza della burocrazia comunale». Anzi, per esser più precisi, per la mancanza di un regolamento opportuno che disciplini la concessione del divieto di sosta per carico e scarico merci davanti a determinati punti di vendita.
Nel corso di questi due anni, al Comune il sig. Mirabile si è recato più volte a vuoto, nell’attesa fiduciosa che venisse deliberato un regolamento in materia, ma dopo essere tornato – come gli era stato detto – il 3 novembre e non aver potuto parlare con nessuno, ieri si è presentato di nuovo. Ripensando a quei concitati momenti che lo hanno condotto al gesto estremo di incatenarsi in segno di protesta, il commerciante si dice amareggiato per come siano andate le cose. «Dopo l’ennesima attesa dietro la porta del comandante dei vigili urbani, dopo il diverbio con lui e dopo essere stato scortesemente invitato ad uscire dalla stanza, ho dovuto subire anche l’umiliazione di essere apostrofato come ineducato da una vigilessa ignara dei fatti». A quel punto Mirabile non ne ha potuto più e ha deciso per l’azione clamorosa.
Il gesto, però, ha avuto i suoi effetti. A Palazzo Longano si è creato infatti un po’ di scompiglio, consiglieri e assessori si sono avvicinati e si sono interessati al suo problema. Alla fine, il sindaco Candeloro Nania lo ha ricevuto e insieme all’assessore Bucalo si sono impegnati a far approvare in tempi brevi il regolamento necessario per il rilascio dell’autorizzazione.
