20.000 euro saranno addebitati all’Ato. Martedì prossimo previsto un incontro con il presidente della Società d’ambito, Salvatore Re.
Dopo le ripetute richieste di intervento all’Ato Me2, puntualmente inevase, e in seguito all’ultimo vano telegramma in cui si intimava alla ditta di procedere urgentemente alla pulitura di pozzetti, caditoie e grate, pena l’intervento sostitutivo in danno, il sindaco Candeloro Nania ha deciso di prendere provvedimenti risolutivi. Con un’ordinanza sindacale ha stabilito che sarà la ditta privata Munafò Natale a procedere ai lavori. Il sindaco ha ritenuto, infatti, di non poter più rinviare interventi già qualificati come necessari per la tutela dell’igiene e della pubblica incolumità, divenuti ora inderogabili in seguito alle copiose piogge autunnali che hanno causato allagamenti e problemi alla pubblica sicurezza. Interventi che, secondo gli obblighi contrattuali, spettavano all’Ato Me2, ma di cui la società d’ambito non si è mai fatta carico. Per questo motivo si è inoltre disposto che l’intera somma anticipata dal Comune per il servizio mai adempiuto dall’Ato Me2, che ammonta a circa 20.000 euro più IVA, sarà totalmente addebitata all’Ato Me2. Nell’ordinanza si fa anche rilevare che l’urgenza della situazione non ha consentito di procedere a gare o aste. È stata dunque immediato l’incarico alla ditta Munafò, che dovrà effettuare gli interventi di pulitura di pozzetti, caditoie e grate secondo le disposizioni impartite dall’Ufficio Strade e Ambiente. Intanto, su richiesta del presidente del consiglio, Francesco Crinò, è stato organizzato un incontro tra il presidente dell’Ato Me2, Salvatore Re, e i consiglieri comunali. Il confronto si svolgerà martedì prossimo nell’aula consiliare di Palazzo Longano, alla presenza del sindaco, della giunta e del difensore civico Domenico Floramo. Questa richiesta fa seguito a quella già avanzata nell’ultimo consesso dal consigliere comunale Gaetano Torre. Il consigliere ha espresso perplessità sui termini del contratto stipulato tra l’Ato Me2 e la Gesenu. Se gli accordi tra il comune e l’Ato prevedono, infatti, la copertura di tutto il territorio, non è chiaro il motivo per il quale la ditta di Perugia garantisca un servizio di igiene ambientale limitato ad alcune zone della città.
