L’Ato chiede un mese di tempo alla Gesenu, che ha rescisso il contratto in danno. Gli operatori sono in stato di agitazione e la spazzatura si accumula nelle strade. Duro il consigliere comunale Calamuneri: «Sembra di essere nelle mani di dilettanti allo sbaraglio». Intanto, in attesa che torni operativa la discarica di Mazzarrà Sant’Andrea, i rifiuti verranno conferiti a Motta Sant’Anastasia
Si svolgerà stamani alla Prefettura di Messina l’atteso incontro tra il presidente dell’Ato Me2 e i rappresentanti della Gesenu, la società che gestiva il servizio di igiene ambientale nei 38 comuni dell’Ambito territoriale omogeneo compresi tra Villafranca e Brolo. La Gesenu ha infatti rotto gli indugi, comunicando all’Ato Me2 la rescissione del contratto in danno. La società perugina ha così ribaltato le accuse mosse dal presidente Re, il quale aveva aperto un contenzioso disconoscendo i crediti vantati dalla Gesenu e minacciando la rescissione del contratto in danno. A questo punto è evidente l’intenzione di entrambe le parti di non proseguire il rapporto. Resta da risolvere, nell’immediato, il problema della raccolta e del conferimento in discarica, che ha subito una brusca frenata negli ultimi giorni. I lavoratori, che dovranno ora transitare dalla Gesenu all’Ato, hanno ricevuto questo mese metà delle spettanze dovute e sono in stato di agitazione. La discarica di Mazzarrà Sant’Andrea non è fruibile a causa di un guasto all’impianto di triturazione, e intanto i rifiuti si accumulano nelle strade al di fuori dei cassonetti, non svuotati ormai da quattro giorni. L’Ato ha ottenuto il permesso di scaricare a Motta Sant’Anastasia, in attesa che la discarica di Mazzarrà torni operativa. Ma ora occorre risolvere il problema dei lavoratori. Durante l’incontro di oggi bisognerà verificare la disponibilità della Gesenu a concedere un mese di tempo prima della definitiva dismissione, come richiesto dall’Ato. Intanto le condizioni igienico-sanitarie in città iniziano a farsi preoccupanti. Le strade, invase da rifiuti, con rifiuti organici in decomposizione, emanano cattivi odori. Sulla questione è intervenuto anche il consigliere comunale del PD, Orazio Calamuneri, che, in una lettera aperta al sindaco Candeloro Nania, scrive: ««Sembra di essere in mano a dilettanti così maldestri da riuscire a creare un pasticcio quasi senza uscita, con gravi ricadute negative per l’igiene e la salute pubblica – scrive Calamuneri – A ragione o a torto si è intrapresa la strada di un attacco frontale senza valutare le conseguenze. E qui parlare di inesperienza è poco. Forse occorre parlare di “irresponsabile leggerezza”. Adesso – prosegue il consigliere – la situazione è sfuggita di mano, sulla pelle dei cittadini che pagano. Urge un tavolo di confronto politico» conclude Calamuneri.
