La V commissione provinciale ha trattato oggi l'argomento.
Un liceo scientifico con più di 700 alunni dislocato, ormai da anni, in più plessi è una situazione che non può non ricevere l’attenzione delle Istituzioni competenti. Purtroppo le esigenze delle strutture scolastiche in provincia sono tante, e gli interventi in alcuni casi comportano importanti spese non sempre nella effettiva disponibilità degli enti pubblici che dovrebbero occuparsene. La crisi economica del Paese porta a dover ragionare nell’ottica del buon padre di famiglia che evita sprechi e concentra le sue risorse sulle esigenze primarie. Per questo le opere al Liceo Classico L. Valli sono state realizzate nell’immediatezza mentre per il Liceo Scientifico E. Medi si deve lavorare in modo diverso, qui i problemi con cui fare i conti (è il caso di dirlo) non sono le infiltrazioni a cui provvedere con interventi rapidi e non troppo dispendiosi; al Liceo “E. Medi” manca proprio la “scuola”. Da anni si trova, infatti, collocato -come sede centrale- all’interno di una palazzina in via . Probabilmente all’inizio, per quanto sui generis come stabile scolastico -essendo costituito da più appartamenti le cui stanze sono state adibite ad aule- riusciva a soddisfare le esigenze di spazio in base al numero degli iscritti, successivamente, però, il liceo scientifico ha registrato -grazie alle discipline introdotte ed un’attività didattica in evoluzione ed al passo con i tempi, nel rispetto della sua matrice scientifica- un importante incremento che ha costretto ad aumentare il numero di sezioni e di classi, arrivando ad occupare un primo plesso esterno, poi un secondo fino ad arrivare a ben 5 plessi dislocati nella città. Durante le loro assemblee d’istituto, i ragazzi esprimono ciascuno secondo il plesso di appartenenza le esigenze e le difficoltà che vorrebbero risolti, ma tutti i discorsi si racchiudono alla fine in un unico coro “Abbiamo bisogno di UNA scuola”. L’anno scolastico è ormai in corso e loro, i liceali del Medi, avrebbero già voluto esprimere per l’ennesima volta il disappunto di non vedere neanche agli albori la probabile soluzione per il loro istituto. A tal proposito, un ruolo fondamentale è stato svolto dalla loro preside, dott. Domenica Pipitò: “Ho cercato di dissuadere i ragazzi dal manifestare perdendo inutilmente giorni di lezione – ha detto la preside – Le istituzioni pubbliche che devono intervenire, ossia la Provincia di Messina, rappresentata dalla V commissione che è competente in materia di edilizia scolastica, ha effettuato recentemente sopralluoghi nel nostro istituto; sembra ci sia la volontà di provvedere ed io sono ben lieta di vedere che qualcosa si stia muovendo. Ho intenzione di dare tutto il mio contributo pur di raggiungere l’obiettivo – continua la dirigente- Non è importante in quale parte della città si realizzerà, è importante, invece, che i ragazzi si trovino tutti raccolti in un’unica scuola, progettata e costruita con questa destinazione d’uso, solo in questo modo si potrà garantire agli studenti sia il diritto allo studio che la sicurezza, a cui non posso far a meno di pensare, perchè prima di essere preside sono una mamma”. Così la preside Pipitò che, questa mattina alle ore 12, ha partecipato su invito del Presidente, dott. Biagio Bonfiglio alla convocata seduta della Quinta Commissione consiliare, ed avente per l’appunto all’ordine del giorno: “Le problematiche dell’Istituto Scientifico Statale “Enrico Medi” di Barcellona Pozzo di Gotto”. Alla seduta inoltre preso parte anche l’assessore competente per materia Giuseppe Di Bartolo ed il dirigente Ing. Vincenzo Carditello.
