L'inchiesta era stata avviata a seguito delle denunce del Prof. Parmaliana
I sostituti procuratori della repubblica di Barcellona, Michele Martorelli e Francesco Massara ed il procuratore capo, Salvatore De Luca, hanno richiesto lo svolgimento del processo per le 35 persone indagate nella vicenda della lottizzazione in zona residenziale turistica di contrada Pizzicarrì di Terme Vigliatore.
L’udienza è stata fissata per il 27 novembre prossimo, dal gip del tribunale di Barcellona, Marisa Salvo.
Saranno contestati nei confronti dei 35, tra ex consiglieri comunali, tecnici, progettisti, ex componenti della commissione edilizia e proprietari terrieri, i reati di abuso d’ufficio e falso.
Si tratta di una vicenda risalente al luglio 2004, quando il consiglio comunale di Terme Vigliatore approvò una lottizzazione in contrada Pizzicarri.
I proprietari dei terreni confinanti chiesero di poter godere di questo progetto, ma il comune si oppose; gli stessi presentarono, quindi, un esposto alla procura e scattarono le prime indagini.
Scioltosi il consiglio comunale per infiltrazioni mafiosa, nel dicembre 2005, si insediò la commissione prefettizia, che annullò la lottizzazione; a nulla valse il ricorso al Tar presentato dalle ditte lottizzanti. L’organo amministrativo, nel 2008, rigettò il ricorso, dando ragione al Comune.
Sullo sfondo di questi fatti è la figura del professore suicida Adolfo Parmaliana, querelato dal capo gruppo di minoranza Bartolo Cipriano per aver adombrato forti dubbi sull’operazione edilizia.
Nel memoriale lasciato al fratello, il prof. Parmaliana indicò nell’umiliante rinvio a giudizio per diffamazione e nella frustrazione derivante dal vedere le sue denunce accantonate e non avere seguito giudiziario, le cause del profondo sconforto che gli fecero maturare il gesto estremo, gettandosi da un viadotto dell’autostrada Messina-Palermo.
Il prossimo 27 novembre si procederà, quindi, per la richiesta di rinvio a giudizio nei confronti di Bartolo Cipriano, l’ex capogruppo della maggioranza, Nicolò Gennaro, che, nel corso di questa vicenda, ricopriva la carica di primo cittadino, Vincenzo e Giovanni Torre, che, all’epoca dei fatti, erano rispettivamente responsabile dell’ufficio tecnico e presidente dell’assemblea cittadina; ed ancora, nei confronti di Giovanni Accetta, Vito Aliquò, Francesco Bonomo, Milena Buemi, Francesco, Santo e Rosalia Buglisi, Antonina ed Elena Cinzia Calabrò, Carmelo Cicero, Carmine Costantino, Salvatore Crisafulli, Santo Fugazzotto, Giuseppe Furnari, Francesco e Salvatore Ilaqua, Angela Maria Mancuso, Sebastiano Mazzeo, Angelino Milici, Domenico Mirabile, Giuseppe Molino, Domenico Munafò, Angelo Ofria, Salvatore Emilio Papa, Giuseppe Recupero, Salvatora Russo, Santa Scuderi, Salvatore Settineri, Angela Spinella, Filippo Neri Squadrito e Giuseppe Torre.
