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Il binario unico a Provinciale è un messaggio contro la mobilità sostenibile

Marco Ipsale

Il binario unico a Provinciale è un messaggio contro la mobilità sostenibile

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venerdì 20 Gennaio 2023 - 11:01

Anche Tps Pro aveva suggerito di spostare un binario a monte, così si potrebbe sia allargare i marciapiedi sia mantenere il doppio binario

Mobilità pedonale, ciclistica, trasporto pubblico, sicurezza stradale. Sono le quattro macroaree su cui si sviluppa il Pums, Piano urbano della mobilità sostenibile. “Al centro il pedone e non le auto” è quanto ripetuto più volte, anche ieri ai nostri microfoni, dal vicesindaco e assessore alla mobilità, Salvatore Mondello.

Idee condivisibili, tanto più che sono linee guida internazionali, messe in pratica nella maggior parte delle città europee che riescono a garantire sostenibilità.

C’è un punto, però, ed è emerso anche ieri, che sembra andare in contrasto: la riduzione da due binari a uno nella cortina del porto e a Provinciale, prevista dal progetto di riqualificazione della linea tranviaria, da poco aggiudicato.

Provinciale

E’ vero che in quelle due zone è in programma un ampliamento dei marciapiedi, quindi da questo punto di vista la logica fila. Ma è altrettanto vero che, almeno a Provinciale, lo spazio per allargare il marciapiede può essere preso dalla sede stradale, non da quella tranviaria. O meglio, sì, da quella tranviaria che, però, a sua volta, potrebbe essere traslata su una parte di sede stradale.

La conferma di Tps Pro

Lo aveva detto al nostro giornale l’ing. Sergio Bruno e ieri è stato confermato dall’ing. Guido Marino, di Tps Pro, la società che ha curato sia il Pgtu (Piano generale del traffico urbano) sia il Pums. Anche Marino aveva suggerito di spostare uno dei due binari a monte, pure perché lo spazio lì c’è tutto, visto che una parte della sede stradale è costantemente occupata da auto ferme in divieto.

La lunga fila di auto in divieto di fermata accanto alla linea tranviaria, lì potrebbe essere spostato un binario

L’obiettivo e il messaggio

Può anche darsi che il binario unico in quel tratto non procuri tanti problemi, del resto al momento risultano appena sei vetture tranviarie in linea (ma a volte sono solo quattro) e la frequenza di passaggio è di venti minuti, ben lontana da un servizio ottimale. Ma ci sono due aspetti importanti: il primo è che l’obiettivo deve essere quello di arrivare a quindici vetture e ridurre fortemente la frequenza di passaggio, con tutti i semafori intelligenti, e incentivando i cittadini a usare il tram al posto del mezzo privato; il secondo è che si tratta di un messaggio totalmente in antitesi con la mobilità sostenibile, quello di eliminare un binario e di lasciare la sede stradale per le auto in sosta vietata.

A Provinciale, insomma, è possibile sia allargare il marciapiede sia mantenere il doppio binario, quindi perché non farlo?

Un disegno dell’ing. Sergio Bruno, che prevede la possibilità di spostare un binario a monte

Cortina del porto

Situazione diversa sulla cortina del porto, dove non c’è lo spazio per spostare un binario, a meno di non “recuperare” parte di area portuale o di spostare l’intero tracciato su via Garibaldi, come da idea originaria, soluzioni non semplici.

La proposta dell’ing. Bruno era quella di ridurre la velocità in quel tratto a 20 km orari, in modo da poter togliere le barriere, il cui ingombro attuale arriva fin sopra i marciapiedi, occupati anche da cartelli, strutture tranviarie e lampioni.

Nel tratto Boccetta – Municipio, poi, due dei quattro palazzi sono istituzionali (Inps e Inail) e non hanno bisogno di più spazio esterno, mentre nel tratto Municipio – Dogana c’è un altro palazzo istituzionale (il Catasto), poi altri tre palazzi fino al Banco di Sicilia, dove il marciapiede si allarga e non si presenta più il problema.

Il marciapiede, già abbastanza largo, nella parte finale della cortina del porto

Insomma che la vivibilità di quell’area possa cambiare, a scapito del trasporto pubblico, è tutto da vedere. Tra le due zone in cui è prevista la riduzione, comunque, è la situazione più complicata.

Mobilità in… sostenibile

Quella di Provinciale, invece, è indiscutibile: il marciapiede si può allargare spostando un binario a monte (secondo i tecnici è fattibile), lì dove da vent’anni le auto parcheggiano in divieto. Né serve multare quelle auto perché, anche se si riuscisse a eliminare la sosta selvaggia, servirebbe solo a creare una seconda corsia stradale. Una corsia stradale in più e un binario in meno, l’opposto della mobilità sostenibile.

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