Acr Messina. Oggi salvare il salvabile, domani salvaguardare la dignità sportiva

Acr Messina. Oggi salvare il salvabile, domani salvaguardare la dignità sportiva

Acr Messina. Oggi salvare il salvabile, domani salvaguardare la dignità sportiva

lunedì 12 Aprile 2010 - 09:28

Sta per terminare un anno difficile, mentre la barca sembra essere alla deriva. Serve una scossa e poi un cambio di rotta. Mentre riparte il walzer dei possibili acquirenti: l’attuale proprietà?

La sconfitta di ieri conferma, qualora ve ne fosse ancora il bisogno, che l’Acr Messina ha bisogno di una scossa. I risultati maturati sul campo sono solo lo specchio di una situazione difficile venutasi a creare dopo un anno trascorso con l’acqua alla gola. La colpa non può essere certamente dei tifosi, quei ragazzi davvero “eroici” che anche con il Rosarno hanno cantato ed incitato la squadra della loro città, senza farsi attrarre dalle sirene della tv e della serie A. I pochi cori di contestazione, dopo lo sfogo aperto di Palazzolo, sono solo una reazione legata all’insofferenza nel vedere i propri colori così ridotti. Ed è così ormai da qualche anno. La colpa è dei giocatori? In parte. Certamente sul terreno di gioco ci vanno loro. Ma lavorare così come avvenuto per buona parte della stagione, non è affatto facile. Alibi? Assolutamente no. Comunque vadano le cose questo è il loro mestiere e fino al termine del campionato sono chiamati a dare il meglio. Ma è inevitabile constatare che da molteplici punti di vista, le condizioni interne (organizzative e non) e quelle esterne (l’indifferenza quasi totale dell’ambiente) hanno influito.

Rispedisce al mittente eventuali responsabilità anche la proprietà, che a più riprese ha sottolineato il proprio impegno economico nella composizione della rosa, nell’intervenire in sede di mercato. Nell’ultima lettera attraverso la quale Alfredo Di Lullo ha ufficialmente parlato, in molti ricorderanno l’ammissione degli errori commessi nella scelta degli uomini individuati per far tornare il Messina tra i professionisti, forse per inesperienza (senza dimenticare i riferimenti ai “poteri occulti” che remerebbero per fermare il cammino del “nuovo” Messina). A ciò però andrebbero aggiunte lacune organizzative evidenti, decisioni discutibili riguardanti componenti dello staff, il rispetto di obblighi contrattuali e non solo. C’è da considerare la presenza ad intermittenza al fianco della squadra. Non basta infatti il grande

lavoro e la coerenza del Ds Sasà Avallone, per dare le risposte che i calciatori, i dipendenti e tutto l’ambiente si aspettavano e ancora aspettano.

Secondo quanto dichiarato dall’allenatore Eugenio Labonia, la proprietà sarebbe

stata assente ieri per un lutto familiare (era presente il padre di Arturo Di Mascio). La curiosità sta nel fatto che la scorsa domenica, l’ex presidente della Casertana con famiglia, ha trascorso la Pasqua in città. Di Lullo invece ha annunciato il suo arrivo per questa settimana, così come rivelato dal Ds Avallone. Come detto serve una scossa, almeno per mantenere la categoria. Serve chiarezza e soprattutto trasparenza per il futuro.

Il walzer delle voci circa possibili interessamenti al club è già ripartito. Si sente parlare di una cordata milanese, sembra non morire mai la pista Bonina,

qualcuno ha perfino tirato in ballo soggetti collegati al recente passato dell’Fc Messina, attualmente vicini ad un’altra società della provincia. Intanto la squadra sprofonda.

Il capitano Arturo Di Napoli ha confermato in parte l’interessamento di qualcuno. Avrebbe ricevuto delle telefonate attraverso le quali gli avrebbero chiesto informazioni sulla città, l’ambiente, le sue potenzialità. Dalle sue parole è emersa ancora una volta la criticità dell’attuale condizione. Lo stato di abbandono totale in cui si trovano. L’impegno che non basta, perché in questo momento c’è alle spalle il niente e in campo non si ottiene niente. La sua scommessa di tornare a Messina per un progetto serio in cui credeva sembra non avere pagato, nonostante il contributo dato in termini di reti, di esperienza e di tanto altro. Conosce quanto può valere godere di una soddisfazione sportiva a Messina, ma lui, come i veri tifosi e anche che si trova a dover commentare il clima che si respira, avverte che è necessario cambiare registro. Nel presente bisogna tirare fuori gli attributi, tutti, per salvare il salvabile. Poi bisognerà fare i conti, valutare le reali intenzioni e prendere adeguate decisioni.

Far galleggiare ancora la carcassa non servirebbe a nessuno, né salvaguarderebbe la dignità di una tifoseria ormai umiliata.

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