Il presidente risponde al tecnico dimissionario: -Società presente e rappresentata da Gianni Magi, che ha messo insieme figure professionali necessarie per garantire il migliore funzionamento di una società di calcio-. I ragazzi che non hanno lasciato Messina: -Abbiamo deciso di rimanere contrariamente a quanto si potesse pensare-, ma oltre l'impegno, apprezzabile, serve tanto altro. Restano i dubbi sul presente e soprattutto sul futuro
L’addio di Domenicali e il conseguente caos scoppiato nella conferenza stampa di venerdì (vedi correlato), non ha frenato le ambizioni di Piero Santarelli. Il presidente ha replicato così al tecnico ex Gela, che nel corso dell’incontro con la stampa ha denunciato l’assenza della società nei primi 18 giorni di lavoro e la totale disorganizzazione interna del club: “Sono contento che l’allenatore Manuele Domenicali abbia lasciato la guida della squadra perché ha dimostrato di non essere la persona adatta per allenare in una piazza così importante qual è Messina – ha affermato -. Lo dico con la consapevolezza di chi è fortemente convinto di andare avanti nonostante le polemiche derivanti dalla fuga di Domenicali. Per dovere d’informazione, l’allenatore non ha voluto firmare sin dal primo momento il contratto alle condizioni richieste e da noi accettate, perché evidentemente aveva già avviato le trattative con altre squadre, come Siracusa, Benevento e Como e sperava quindi di allenare in categorie professionistiche. Se Domenicali avesse avuto tale esigenza avrebbe potuto rappresentarla al presidente che l’avrebbe così messo nelle migliori condizioni per lasciare Messina in maniera elegante, non alla vigilia di una gara importantissima per squadra e società. Devo smentire l’allenatore sulle motivazioni addotte per giustificare una sua scelta professionale. L’acqua minerale non è mai mancata allo stadio e lo dimostrano le bottigliette d’acqua ben visibili in sala stampa durante la conferenza. Non è assolutamente vero che le docce erano fredde e, ammesso che lo fossero state, avrebbero avuto motivo per lamentarsi i calciatori, cosa che non hanno fatto. Proprio i calciatori hanno dimostrato grande professionalità, al contrario di Domenicali, nel decidere di rimanere a Messina per indossare la maglia di questa città. Infine, non è assolutamente vero che la società è fantasma: siamo rappresentati da Gianni Magi che ha messo insieme tutte le figure professionali necessarie per garantire il migliore funzionamento di una società di calcio. Il personale della società che avanza vecchie spettanze sarà retribuito nei prossimi giorni non appena saranno ultimate le procedure burocratiche che stiamo predisponendo con la collaborazione del dott. Domenico Sidoti, che ringraziamo. Voglio concludere ribadendo che da parte nostra c’è tutta la volontà di andare avanti nonostante i nostri legali suggeriscano il contrario. Ma se qualcuno a Messina non gradisce la nostra presenza e vuole quindi che ce ne andiamo lo dica subito. Ma se ce ne dovessimo andare le alternative sono due: o muore il Messina, o la società torna a chi l’ha precedentemente amministrata. Per questo motivo esigo rispetto da parte di chi in questi giorni ci ha aspramente criticato visto che non sto scappando dai problemi. Quindi, chiedo solo di aspettare e di avere un po’ di pazienza”.
Una posizione intanto, dopo il forte confronto i tifosi, l’ha presa anche la squadra: “La squadra nonostante l’abbandono del nostro allenatore, intende rivolgere un appello alla tifoseria messinese affinché ci possa essere quanta più gente possibile allo stadio San Filippo contro il Noto. Lo spogliatoio è fortemente motivato nonostante quello che è successo, perché ripone piena fiducia nella società che in questi giorni è stata presente con il direttore Gianni Magi, che ha lavorato al nostro fianco. Comprendiamo lo stato d’animo dei tifosi per l’abbandono del mister e per le vicende societarie, ma possiamo assicurare che il nostro impegno è rimasto immutato. Anzi abbiamo una motivazione in più per vincere contro il Noto. Siamo molto onorati di indossare la maglia del Messina, e lo dimostra il fatto che tutti quanti abbiamo deciso di rimanere contrariamente a quanto si potesse pensare, ma abbiamo bisogno del sostegno del nostro pubblico che in passato è sempre stata l’arma in più per tutte le squadre che hanno rappresentato questa città”.
Adesso la palla passa agli stessi sostenitori giallorossi, che hanno davanti i fatti e l’intelligenza per capire dove sta la verità tra quanto detto da Domenicali e da Santarelli. Non seguire la partita, questa o la prossima, vorrebbe dire isolare una proprietà apparsa già poco affidabile, nonostante i calciatori abbiano dato rassicurazioni circa il proprio impegno in campo e per questo vanno apprezzati. Impegno che però, senza determinate certezze e una programmazione definita, non può bastare, così come testimonia quel -abbiamo deciso di rimanere contrariamente a quanto si potesse pensare-, specchio di qualche mancanza evidentemente avvertita. Per sostituire Domenicali circolano nomi altisonanti. Discorso analogo a quello fatto per la squadra: serve chiarezza, soldi e organizzazione. Senza queste componenti anche uno -star team- riuscirebbe a combinare poco, pur dando il massimo. Ancora una volta l’Acr è stretta nella morsa dei dubbi, sul presente ma soprattutto sul futuro.
