Tutti i nomi coinvolti nell'indagine per corruzione. Tra loro anche un deputato Ars
C’è anche un messinese tra le nove persone coinvolte nell’indagine della procura di Palermo sfociata nella richiesta di arresto per l’ex vice presidente dell’Ars Gaetano Armao. Si tratta dell’83enne Luigi Zancla, originario di Castroreale. Avviso di garanzia e perquisizione della Squadra Mobile anche per: Pietro Luigi Matta (70 di Palermo), Mario Lupo (64, Palermo), Giuseppe Argirò (57, nato a Ventimiglia), Sergio Vella (57, Agrigento), Benedetta Veruska Pierpaola Costanzo (54, Catania) Marco Malacarne Gentile (46, nato ad Aosta) e Giuseppe Geremia Lombardo (44, Catania).
A cosa punta la Procura
Tutti sono stati convocati dal giudice per le indagini preliminari in interrogatorio di garanzia preventivo e solo dopo il Gip deciderà se concedere o meno le misure cautelari chieste dalla Procura di Palermo, che ha sollecitato 8 arresti domiciliari e un obbligo di dimora. Le ipotesi di reato sono corruzione per atto contrario ai doveri di ufficio e corruzione per l’esercizio delle funzioni.
Chi è il deputato indagato
Giuseppe Geremia Lombardo, nipote dell’ex governatore Raffaele Lombardo, è attualmente deputato all’Ars. Alle ultime elezioni regionali era inserito sia nel listino di Renato Schifani che nella lista provinciale Popolari e autonomisti di Catania, raccogliendo 14mila preferenze. Lombardo è componente delle commissioni Verifica dei poteri, Regolamento, Bilancio e Salute e presidente del collegio dei deputati questori all’Ars e vice capogruppo degli autonomisti a Sala d’Ercole.
Lombardo: “Mi dimetto dalle commissioni”
“Apprendo solo in data odierna dei fatti specifici oggetto di indagine nei miei confronti. Allo stato non ho ancora avuto la possibilità di visionare gli atti. Sono certo, però, che potrò chiarire a breve la mia posizione, consapevole di aver sempre orientato la mia attività pubblica e privata a criteri di correttezza ed onestà”, dichiara Giuseppe Geremia Lombardo. “In ossequio allo spirito che ha sempre contraddistinto il mio agire politico, quindi, ho maturato la non facile decisione di dimettermi da componente delle commissioni bilancio e sanità. Compio questa scelta per il profondo rispetto che nutro sia per le istituzioni delle quali faccio parte e che rappresento, impegnate in questi giorni nel delicato passaggio di approvazione del disegno di legge in materia di variazioni di bilancio, che per l’autorità giudiziaria, oggi chiamata a valutare il mio operato e nei cui confronti ripongo, come sempre, assoluta fiducia”, annuncia il deputato.

