L'avvocato La Cava difende alcuni docenti e altri operatori che avanzano delle mensilità non corrisposte
MESSINA – Che cosa succede nella scuola “Domenico Savio” di Messina? Una scuola religiosa storica e negli anni molto frequentata, con un oratorio punto di riferimento per molte generazioni. Docenti e personale scolastico, e altri tipi di collaboratori, come ci ha confermato l’avvocato Vincenzo La Cava, legale di diversi di loro, avanzano delle retribuzioni per mensilità non corrisposte. Da qui una diffida al “Domenico Savio”. Alcuni di questi si sono dimessi e, secondo delle segnalazioni, questa scuola storica avrebbe registrato un calo rilevante di iscrizioni e personale, soprattutto in relazione alla scuola primaria.
Da parte sua, l’avvocato La Cava preferisce in questa fase non rilasciare dichiarazioni. Nello stesso tempo, abbiamo contattato la scuola per avere un eventuale chiarimento dal presidente di Savio 4.0, la cooperativa che gestisce l’istituto, Antonino Castelli. Ma non abbiamo avuto alcuna risposta.
Così di recente un cittadino ci ha scritto: “Desidero sottoporre alla vostra attenzione la situazione che sta interessando una realtà scolastica salesiana e laica che rappresenta da molti anni una parte importante della storia educativa della città. Da quanto viene riferito, da mesi (dovrebbe essere da giugno, n.d.r.) diversi docenti e personale amministrativo e Ata (personale tecnico, amministrativo e ausiliario, n.d.r.) non avrebbero ricevuto regolarmente gli stipendi. Questa situazione starebbe provocando forte preoccupazione tra gli insegnanti, le famiglie e tutti coloro che vivono quotidianamente la scuola. Secondo le informazioni raccolte, una parte di docenti e personale dell’infanzia avrebbero già lasciato l’istituto per trovare collocazione in altre scuole messinesi. Mancherebbero fondi dalla Regione, a quanto pare”.
E un’altra cittadina: “Una grossa fetta di personale si è licenziato in blocco a inizio settembre, la primaria non esiste più (tutte le classi, dalla prima alla quinta, sono state spostate in altre scuole, alcune anche con le maestre di classe) e dell’infanzia resta probabilmente il 30% dei bambini”.
Si tratta di personale assunto sia a tempo indeterminato, sia a tempo determinato. E attendiamo evoluzioni.
Ha collaborato Tito Lanciano


Quello che è scritto qui sarebbe stato veritiero il 5 settembre. Oggi, ci vorrebbe meno di un minuto a verificare senza possibilità di errore che una grossa fetta di personale si è licenziato in blocco a inizio settembre, la primaria non esiste più (tutte le classi, dalla prima alla quinta, sono state spostate in altre scuole, alcune anche con le maestre di classe) e dell’infanzia resta probabilmente il 30% dei bambini. E anche con la mensa ci sono stati gravi problemi, anche questi facilmente dimostrabili.