Taormina. “L’elipista del G7 va smantellata”: oggi la decisione

TAORMINA. Due mesi di tempo per smantellare l’elipista. Una delle due realizzate in tempi record in occasione del G7 dello scorso maggio e costate complessivamente un milione e 800mila euro. La prima, che sorgeva su un terreno privato temporaneamente espropriato, è stata smantellata pochi giorni il vertice mondiale. L’altra, quella adiacente la piscina, fa ancora bella mostra di se su un terreno di proprietà del Comune. La Sprintendenza ha dato però l’ultimatum: 60 giorni. L’opera non è conforme al Piano regolatore generale. Il braccio di ferro è solo all’inizio ed oggi è il primo giorno cruciale.

Il Comune non si arrende ed infatti ha presentato una variante urbanistica che proprio oggi sarà discussa al Cru, il Consiglio regionale per l’Urbanistica. Il documento richiama una delibera adottata dal Consiglio comunale dello scorso febbraio. L’Aula in quella sede diede il via libera al cambio di destinazione d’uso dell’area in cui sorge l’elipista. L’esito del Cru è fondamentale. “Parliamo di un’opera – chiosa il sindaco, Eligio Giardina – di vitale importante per Taormina e per l’intero comprensorio. E mi riferisco innanzitutto per l’utilizzo sanitario che se ne può e se ne deve fare, considerato che nella nostra città, la Capitale siciliana del turismo, non esiste una piazzola per l’eliambulanza”. In merito alla decisione del Cru, Giardina si dice sereno: “La Regione – spiega – deve darci una risposta entro il prossimo 12 novembre. Se non lo dovesse fare scatterebbe il silenzio assenso. Comunque – conclude – il Comune non intende mollare”. E dire che appena cinque mesi addietro il generale Enzo Vinciullo, capo di Stato maggiore dell’Aeronautica la definì “un’opera spettacolare”.