Città metropolitane, Basile in testa al gradimento tra i sindaci

Città metropolitane, Basile in testa al gradimento tra i sindaci

Redazione

Città metropolitane, Basile in testa al gradimento tra i sindaci

sabato 06 Giugno 2026 - 18:41

Il sondaggio di Lab21 per Affaritaliani premia il primo cittadino di Messina. L'anno scorso era in coda nella classifica

L’anno scorso era in coda nella classifica. Quest’anno c’è un cambio di rotta. L’ultima rilevazione del monitoraggio condotto dall’istituto demoscopico Lab21 per Affaritaliani, e curato dal professor Roberto Baldassari, lo vede in testa nel gradimento dei cittadini per le 15 Città metropolitane. Federico Basile, sindaco di Messina appena riconfermato, con il 57,3%, risulta primo nella graduatoria.

Gradimento sindaci metropolitani

Subito dietro Francesco Cannizzaro (Reggio Calabria) al 56,9%, nuovo sindaco, Gaetano Manfredi (Napoli) al 56,5% e Roberto Gualtieri (Roma) al 56,2%, entrambi però in calo rispetto a febbraio. Chiude la zona alta della classifica Simone Venturini (Venezia) al 55,3%.

Dalla classifica dei sindaci metropolitani al “pareggio” tra le forze politiche nazionali: la partita è aperta

A metà graduatoria si muovono i sindaci delle grandi città del Centro-Nord. Cresce Silvia Salis a Genova (55,1%), mentre arretrano Giuseppe Sala a Milano (54,1%) e Stefano Lo Russo a Torino (53,5%). In progresso anche Sara Funaro a Firenze (52,2%).

Nella parte bassa restano sotto la soglia del 50% i primi cittadini di Sassari, Bologna, Bari, Catania e Palermo, con Roberto Lagalla (46,3%) fanalino di coda, sia pure in recupero. Il dato si riferisce ai residenti maggiorenni che conoscono il personaggio, al netto di chi non sa o non risponde; le frecce indicano la variazione di posizione rispetto a febbraio 2026.

“La rilevazione fotografa anche le intenzioni di voto nazionali, che confermano un equilibrio quasi perfetto tra i due poli. Fratelli d’Italia resta primo partito al 29,9% e trascina il centrodestra al 44,7% complessivo (con Forza Italia al 7,2% e la Lega in flessione al 6,7%). Sul fronte opposto, il cosiddetto “campo largo” tocca il 44,8%, sostenuto dal Partito Democratico al 20,4% e dal Movimento 5 Stelle al 13,5%. Uno scarto di un solo decimale separa i due schieramenti: la partita resta apertissima”, viene evidenziato.

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