Ciucci: "Stretto di Messina estranea ai fatti". Ma i no Ponte: "Difficile crederlo"

Ciucci: “Stretto di Messina estranea ai fatti”. Ma i no Ponte: “Difficile crederlo”

Redazione

Ciucci: “Stretto di Messina estranea ai fatti”. Ma i no Ponte: “Difficile crederlo”

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mercoledì 10 Giugno 2026 - 19:31

Le reazioni alle indagini in corso. L'Ad difende l'operato della società: "Progetto valido, andiamo avanti"

“La società è totalmente estranea alle indagini in corso e il consigliere di amministrazione Saccomanno non ha alcuna delega né poteri di rappresentanza della società”. Così l’amministratore delegato di Stretto di Messina, Pietro Ciucci, intervenuto a L’aria che tira su La7, insieme all’on. Bonelli. “Dall’avvocato Saccomanno non ho mai ricevuto comunicazioni o avuto interlocuzioni connesse all’oggetto dell’inchiesta. Peraltro, Saccomanno era membro designato dalla Regione Calabria e, al rinnovo del Cda avvenuto lo scorso 29 aprile, era stato sostituito”, ha aggiunto Ciucci.

“L’art. 5 del D.lgs. 231/01, citato da Bonelli – ha continuato l’Ad della Stretto di Messina – prevede, tra l’altro, che l’ente non risponda se il soggetto che ha commesso il reato ha agito nell’interesse esclusivo proprio o di terzi. Inoltre, ai sensi dell’art. 6 del medesimo Decreto, l’ente non risponde se il reato è stato commesso eludendo fraudolentemente il modello di organizzazione e di gestione della Società (Modello 231). La Stretto di Messina ha dedicato grande attenzione all’introduzione di un articolato sistema di prevenzione della corruzione attraverso l’implementazione del Framework Unico Anticorruzione (comprendente il Modello 231, il Codice Etico e le Misure Integrative Anticorruzione) nonché mediante la realizzazione di un percorso formativo esteso a tutto il personale. Particolare attenzione è stata riservata ai componenti del Consiglio di Amministrazione, coinvolti in specifiche attività formative dedicate agli Organi Sociali, a conferma della centralità che la cultura della trasparenza e dell’integrità riveste per l’organizzazione e del costante presidio di tali principi nello svolgimento delle attività aziendali”.

“Mi sembra strumentale inoltre utilizzare questi fatti, ancora tutti da accertare e che, come evidenziato dal comunicato stampa della Procura della Repubblica di Roma, sono in fase ‘di indagini preliminari’, per attaccare un progetto valido, studiato in ogni aspetto dai massimi esperti al mondo. Rispediamo al mittente quanto affermato dall’on. Bonelli – ha continuato Ciucci – anche in merito al primo parere del Consiglio Superiore dei Lavori Pubblici, datato 1997. La legge non prevedeva che fosse emanato un nuovo parere: in ogni caso, sulla scorta dei rilievi della Corte dei conti e come previsto dal decreto legge 32 dello scorso marzo, è stato richiesto un nuovo parere che sarà esitato nelle prossime settimane”.

Per quanto riguarda l’organizzazione aziendale, Ciucci ha ribadito che “la deroga al tetto sui compensi riguarda attualmente due dirigenti di alto profilo e risponde alla necessità di assicurare alla società le professionalità idonee per la realizzazione di un’opera come il ponte sullo Stretto di Messina e, quindi, di essere in grado di svolgere ai massimi livelli azione di dialogo, negoziazione e controllo nei confronti di tutti i soggetti italiani e internazionali coinvolti nella realizzazione che possono contare su organizzazioni di primo livello”.

“Le notizie pubblicate dagli organi di stampa in merito a un presunto tentativo di corruzione di magistrati della Corte dei Conti nell’ambito delle vicende legate alla realizzazione del Ponte sullo Stretto di Messina impongono una riflessione seria e rigorosa”. Lo sostiene una nota firmati dai prof. Domenico Marino e Alberto Ziparo, da Enzo Musolino, segretario Circolo Pd “T. Giordano”, da Aurora Notarianni (nella foto) e Anna Giordano del Wwf, da Rossella Bulsei e Giuseppe Fedele di Titengostretto e da Piero Idone, attivista Wwf organizzazione aggregata provincia di Reggio Calabria.

“Fermo restando il principio della presunzione di non colpevolezza – scrivono – che deve essere garantito a tutti gli indagati fino all’eventuale accertamento definitivo delle responsabilità, non si può ignorare che, qualora le indagini dovessero portare alla luce prove inconfutabili dell’esistenza di un tentativo di corruzione finalizzato a influenzare decisioni della Corte dei Conti, ci troveremmo di fronte a fatti di eccezionale gravità, capaci di mettere in discussione la trasparenza e la correttezza delle azioni poste in essere per realizzare uno dei più importanti e controversi progetti infrastrutturali del Paese. In tale contesto, appare difficile sostenere che la società Stretto di Messina S.p.A. possa considerarsi del tutto estranea alla vicenda”.

“Uno degli indagati, infatti – proseguono i sostenitori del no al Ponte – ricopriva all’epoca dei fatti la carica di consigliere di amministrazione della società stessa. Se le eventuali condotte illecite fossero state poste in essere nell’interesse o a vantaggio della società, sarebbe inevitabile interrogarsi sulle responsabilità della struttura societaria e sui meccanismi di controllo interno che avrebbero dovuto prevenire comportamenti di tale natura. Per queste ragioni, qualora gli elementi investigativi trovassero conferma, la Procura non potrebbe esimersi dal valutare anche l’applicazione del Decreto Legislativo 231/2001 nei confronti della società Stretto di Messina S.p.A., verificando se ricorrano i presupposti previsti dalla normativa sulla responsabilità delle società per reati commessi dai propri amministratori o dirigenti. Sarebbe infatti paradossale che eventuali responsabilità venissero circoscritte esclusivamente alle persone fisiche coinvolte senza accertare fino in fondo il ruolo e le eventuali responsabilità della società nel cui ambito tali condotte sarebbero maturate”.

“L’opinione pubblica – conclude la nota – ha il diritto di conoscere la verità e di ottenere piena chiarezza su una vicenda che riguarda non soltanto il corretto utilizzo delle risorse pubbliche, ma anche la credibilità delle istituzioni chiamate a vigilare sulla legalità e sull’interesse generale”.

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