Il presidente del consiglio comunale Previti ha inviato una lettera alla sorella Rita Borsellino e l'intero Civico consesso ha dedicato, nella seduta odierna, un minuto di silenzio. Stasera, fiaccolata commemorativa organizzata da Quo Usque tandem, alla quale prenderà parte anche il sindaco Buzzanca
Sono trascorsi 18 lunghissimi anni da quel tragico 19 luglio 1992, quando il giudice Paolo Borsellino ed i 5 uomini della sua scorta ( Agostino Catalano, Emanuela Loi, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina)furono letteralmente fatti salatare in aria con quintali di tritolo posizionati in una vecchia 126 parcheggiata in via D’Amelio. Pochi secondi e la potente deflagrazione non ha lasciato scampo a Borsellino e agli agenti che lo seguivano come un’ombra per garantire la sua sicurezza, mettendo a richio la loro stessa vita. Una morte annunciata quella del magistrato, giunta a distanza di meno di due mesi da quella dell’amico e collega di battaglie Giovanni Falcone. Una morte avvolta ancora oggi da troppi misteri, come ad esempio la somparsa, inspiegabile, dell’ormai famosa ‘agenda rossa’, sulla quale il magistrato appuntava fatti e considerazioni.
A 18 anni dalla strage di via d’Amelio, sono anora tante, troppe, le domande rimaste senza risposta ed in attesa che queste arrivino, non rimane altro che aggrapparsi, in ogni modo possibile, al ricordo di Paolo Borsellino: uomo, magistrato e rappresentante di quelle istituzioni dalle quali – esattemente come Falcone – il magistrato si è sentito abbandonato, soprattutto negli ultimi mesi prima dell’attentato.
La giornata della memoria passa anche da Messina, con una serie di iniziative che coinvolgono sia le istituzioni che i semplici cittadini.
In occasione del 18° Anniversario della morte di Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta, il circolo Quo Usque Tandem ha organizzato una fiaccolata commemorativa , che avrà come cornice la “ritrovata” via Adrano, a Maregrosso. L’assessore alla manutenzione ha disposto tutti i necessari interventi per completare la sistemazione della piccola area, che sarà recintata per accogliere i partecipanti alla manifestazione. La fiaccolata, a cui parteciperà anche il sindaco Giuseppe Buzzanca si concluderà con la piantumazione simbolica di un albero e la proiezione di un film nello spazio antistante la stessa via Adrano.
Il percorso scelto quest’anno è il seguente:
-concentramento alle ore 20.30 di lunedì 19 luglio presso Piazza Pugliatti (fronte Rettorato), dove il 19 luglio 2007 è stato piantato un albero di ulivo a cura dell’Associazione Universitaria “Atreju” ed inaugurato un piccolo monumento contenente una targa recante una celebre frase di Paolo Borsellino sul rapporto tra la gioventù e la mafia;
-via Tommaso Cannizzaro; Via Don Blasco; Via Adrano (Maregrosso), recente teatro di una importante opera di sbaraccamento -tuttora in corso- da parte del Comune di Messina.
La manifestazione è aperta a tutte le associazioni ed alla società civile. Non sono ammesse bandiere. Il corteo sarà aperto dallo striscione “PAOLO VIVE!”.Alla manifestazione hanno aderito: Consiglio della IV Circoscrizione, UGL, Giovani CISL, PDL Giovani Prov. ME, Giovani UDC, Azione Universitaria, Ass.ni Atreju, Ingenium, Messina Giovane, PrimaVera Peoloritana, Università Eclettica, Fare Verde, Circoli G.I. Agorà, Lepanto, Circolo PDL Catilina-Morgana. (l’elenco è in costante di aggiornamento).
Intanto,in mattinata, il Consiglio comunale ha dedicato un minuto di silenzio proprio in ricordo della strage di via D’Amelio. Ed il presidente Pippo Previti ha inviato una lettera alla sorella del giudice, Rita Borsellino in memoria di tutti caduti di mafia.
Questo il testo integrale della missiva:
Diciannove Luglio millenovecentonovantadue. La clessidra avanza implacabile. Il tempo passa e diventa maggiorenne come i bimbi nati quel giorno. Sono diciotto gli anni già trascorsi dal quel tragico giorno che vide la scomparsa del giudice Paolo Borsellino e degli uomini della sua scorta- Emanuela Loi, Agostino Catalano, Vincenzo Li Muli, Walter Eddie Cosina e Claudio Traina- ma la verità, tutta la verità sembra ancora lontana dall’essere realmente svelata su quel triste evento e su tantissimi altri ancora.
A giorni verrà dato il giusto tributo anche ad un’ altra vittima della mafia. Il ventuno Luglio ricorre infatti il trentunesimo della morte del capo della squadra mobile di Palermo, Giorgio Boris Giuliano. Nella prossima settimana, a ricordo dei suoi anni vissuti a Messina al Giuliano verrà intitolata una piazza e saranno avviate le procedure per conferire la cittadinanza onoraria da parte del Consiglio Comunale di Messina.
Ma i giorni e i mesi dell’anno ci ricordano, come un memoriale, che i caduti di mafia, i nostri eroi, sono tantissimi:Paolo Borsellino, Giovanni Falcone, Boris Giuliano,il generale Dalla Chiesa, Pier Santi Mattarella, il giudice Rosario Angelo Livatino, il capitano Emanuele Basile, il magistrato Rocco Chinnici, il sost ituto procuratore Ciaccio Montalto, Pio La Torre, Giuseppe Montana e Ninni Cassarà, Pippo Fava, Giuseppe Impastato, Graziella Campagna………. e tanti altri ancora. Ma dalla loro morte la mafia non ha ottenuto il catarsi della società civile. Anzi, quei sacrifici, al contrario di quello che si prefiggevano le mafie e i livelli deviati e occulti al loro superiori, hanno profondamente scosso il tessuto sociale, facendo nascere un movimento di rigetto e protesta incarnato in tantissimi giovani e non, organizzati in associazioni antimafia, antiracket e antiusura, fino all’ultimo movimento di impegno civile delle Agende Rosse.
In tanti anni oltre cinquemila morti di mafia. Una guerra vera e propria. Ma rimane, considerati gli sviluppi degli ultimi tempi e i livelli toccati, in tutta la sua drammaticità il perché, per quale ragione, a chi sono serviti i morti e le stragi di questi eroi innocenti.
Perchè il coinvolgimento di pezzi deviati delle Istituzioni e dei servizi segreti; perché il signor Franco altoatesino; perché ancora non si riesce a fare una legge severa contro gli estortori considerato che ancora oggi, il reato commesso è contro il patrimonio e non contro la persona; perché non vengono dati i fondi fas; perché il costo del denaro è più alto di quello del nord, cosi come il costo delle assicurazioni; perché non è partito il progetto Euromed (abbattimento delle barriere doganali per tutti i paesi che si affacciano nel mediterraneo); perché si fa nno le missioni commerciali negli stati più disparati (India,Cina,Giappone,Russia,Polonia,Brasile, Slovacchia, Tunisia,etcc…)e mai nelle regioni meridionali; perché chiude la Fiat a Termini Imerese mentre apre o sposta la produzione in altre parti del mondo; perché i costi degli invalidi civili devono gravare sul bilancio delle regioni, mentre quello dei cassaintegrati lo paga lo stato, etcc…
Non vorrei che tutto questo, e tanto altro ancora, rientrasse in una strategia che vuole un sud sottomesso, povero, terra di consumo, vittima di fenomeni mafiosi e paramafiosi scientemente precostituiti, fino a ridurre se non addirittura ad eliminare qualsiasi seria prospettiva di sviluppo che trattenga i nostri giovani dal nuovo fenomeno migratorio.
Auguri ai nostri eroi e ai tantissimi altri giusti che ancora oggi aspirano ad imitarli nell’ interesse superiore della comunità e della civile convivenza.
Giuseppe Previti
Presidente Consiglio Comunale di Messina
