Allarme nelle carceri italiane: solo nel 2011, 14 suicidi e 1087 autolesioni. Mistretta sul podio del sovraffollamento

Allarme nelle carceri italiane: solo nel 2011, 14 suicidi e 1087 autolesioni. Mistretta sul podio del sovraffollamento

Allarme nelle carceri italiane: solo nel 2011, 14 suicidi e 1087 autolesioni. Mistretta sul podio del sovraffollamento

venerdì 25 Marzo 2011 - 08:55

Le cifre, drammatiche, fornite dal segretario generale della UilPa Eugenio Sarno: situazione al limite della vivibilità, sia per i detenuti che gli agenti di polizia penitenziaria. Nel carcere della provincia messinese un eccesso di detenuti che si aggira intorno al 137 %

Diventa sempre più allarmante e di difficile gestione la situazione all’interno delle carceri del Pese. Il problema delle carenze di organico e del sovraffolamento degli istituti, infatti, riguarda la maggior parte delle regioni italiane, (eccezione il Trentino Alto Adige). Lo dimostrano le cifre. Dir poco avvilenti, presentate dal segretario generale della UilPa Eugenio Sarno. Numeri che si riferiscono ai soli primi mesi del 2011 e che proprio per questo preoccupano ancor di più: 14 suicidi, 201 tentati suicidi, 1087 autolesioni. Dati da brivido, come afferma lo stesso rappresentante sindacali. L’istituto con il più alto tasso di sovraffollamento è quello di Lamezia Terme (193,3%), ma sul podio sale c’è anche un carcere della provincia messinese, Mistretta, con il 137.5% di detenuti “in eccesso”.

“Alle ore 24.00 del 20 marzo 2011 negli istituti penitenziari italiani (circuito per adulti) erano ristretti 67.318 detenuti (64.370 uomini e 2.948 donne) a fronte di una disponibilità reale di posti detentivi pari a 45059. Un surplus di 22.259 detenuti in più rispetto alla massima capienza che determina un indice medio nazionale di affollamento pari al 54,2 %. In nove regioni italiane il tasso di affollamento varia dal 23 al 50%. In dieci dal 51 all’ 80%. Unica regione che non presenta( apparentemente) una situazione sovraffollata è il Trentino A.A. (ma il dato è inquinato per il sottoutilizzo del nuovo carcere di Trento). Capofila, per sovraffollamento, la Calabria (77,6 %) seguita da Puglia (76,3%), Emilia Romagna (73,7%) , Marche (72,1%) e Lombardia (65,9%) . L’istituto con il più alto tasso di affollamento si conferma Lamezia Terme (193,3%), seguito da Busto Arsizio (164,7%), Vicenza ( 155,5%). Brescia Canton Mombello (152,5 %), Mistretta (137,5%)”

Una situazione al limite della vivibilità come dimostrano anche le tante proteste organizzate all’interno degli istituti: dal 1 gennaio al 20 marzo le manifestazioni collettive sono state 75. Gli scioperi della fame 1153; i rifiuti delle terapie mediche 57; i rifiuti del vitto dell’Amministrazione 217 ; gli atti di turbamento dell’ordine e della sicurezza 59. Oltre a denunciare le condizioni di estremo degrado e decadenza delle carceri, la Uil non manca di rimarcare le conseguenze, dirette, che lo sfascio del sistema carcerario riversa sulla pubblica sicurezza: “ La gravissima deficienza organica della polizia penitenziaria, stimata intorno alle 6500 unità, non solo determina carichi di lavoro insostenibili e infami condizioni di lavoro – conclude il Segretario Generale della UIL PA Penitenziari – ma produce effetti devastanti per l’ordine pubblico. Il Ministro Alfano non trova il tempo per ascoltarci. Noi, però, non rinunciamo a parlarne. Lo faremo anche il 29 e 30 Marzo a Roma nel corso del nostro Comitato Direttivo Nazionale ”.

Un disagio che coinvolge dunque non solo i detenuti ma anche i tanti agenti di polizia penitenziaria che soffrono in prima persona le inefficienze organizzative delle strutture. Fattore quest’ultimo, che interessa da vicino la provincia di Messina come dimostrano le ripetute e recenti aggressioni ai danni delle guardie, all’interno dell’Ospedale Psichiatrico di Barcellona Pozzo di Gotto. Un’emergenza più volta sottolineata anche dai rappresentanti di altre sigle sindacali che, seppur con modalità diverse, non nascondo la reale agonia di un sistema che in città, così come in provincia, somiglie sempre più ad un malato senza ossigeno.

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