Attraverseranno in corteo la città fino a Palazzo Zanca, poi tappa al Palazzo del Governo dove saranno ricevuti dal prefetto Alecci. Intanto nuovo vertice al Genio Civile per discutere gli interventi di messa in sicurezza
«Ci vogliono convincere che le case “verdi” sono sicure, ma noi non ci facciamo prendere in giro». Questo il leit-motiv della protesta organizzata per oggi dal Comitato “Insieme per non dimenticare” a cui aderiscono numerosi cittadini dei centri colpiti dall’alluvione. Sono loro, i destinatari delle ordinanze di rientro siglate dal soggetto attuatore Buzzanca, che però non hanno appunto alcuna intenzione di far rientro in quegli edifici che, a dispetto dei pareri tecnici, non considerano sicuri.
Sfileranno per le strade della città, nelle stesse ore in cui al Genio Civile è stato fissato un nuovo incontro tra i componenti dell’ufficio commissariale, del soggetto attuatore e della protezione civile per continuare ad analizzare progetti di messa in sicurezza. L’obiettivo di quanti oggi scenderanno in strada è anche quello di sensibilizzare il più possibile la cittadinanza. «Speriamo di essere in tanti – ha dichiarato la presidente del comitato Marisa Calafiura – perché le nostre richieste devono essere ascoltate. Il corteo giungerà intorno alle 12.30 in Prefettura e lì verremo ricevuti da Alecci. Se otterremo garanzie e rassicurazioni non procederemo con la presentazione dei ricorsi al Tar contro l’ordinanza di rientro che la maggior parte dei cittadini ha però già pronti: in caso contrario, al 90% adiremo alle vie legali».
Il corteo che si riunirà a Piazza Castronovo alle 9.30, procederà poi lungo via Garibaldi verso piazza Municipio; da lì di nuovo via Garibaldi, stavolta sulla corsia opposta, fino ad arrivare fino al Palazzo del Governo: «Non chiediamo neanche di essere ricevuti dal sindaco, non ci interessa, l’unica cosa che ci preme è avere risposte dal prefetto». Le famiglie che hanno deciso di non dare seguito alla certificazione di rientro e che dunque, a proprie spese, dovranno pensare ad una soluzione alternativa una volta abbandonate le strutture alberghiere, rappresentano l’altro volto di Messina sud, quello di chi, pur volendo tornare in quelle vallate e nelle zone adiacenti, vuole farlo in piena certezza. Un volto che non può più essere ignorato
«Il torrente che attraversa Giampilieri – commenta uno dei cittadini che prenderà parte alla manifestazione di questa mattina – è come se simbolicamente abbia diviso il paese in due parti: da un lato quelli che non hanno subito danni né lutti e che dunque non hanno troppi problemi a tornare a casa; dall’altro quelli che nelle strade dove è ancora evidente la traccia lasciata dal fango, hanno visto morire amici, familiari e parenti. Ebbene, chissà perché la “voce ufficiale” di Giampilieri, unica interlocutrice di amministrazione e soggetti competenti, è proprio quella di chi nella maledetta notte non ha perso nulla».
(foto Dino Sturiale)
