I giudici del Tribunale della Libertà hanno scarcerato i due fratelli incensurati. Erano stati arrestati dalla Squadra Mobile con l'accusa di essere i custodi dell'arsenale del clan di Mangialupi
E’ durata quindici giorni la detenzione in carcere dei fratelli Roberto e Consolato Campagna, rispettivamente 31 e 23 anni. I due, entrambi incensurati, erano stati arrestati dalla Squadra Mobile il 23 gennaio scorso. Pesantissima l’accusa: insieme con il padre Letterio sarebbero stati i custodi delle armi, delle munizioni e delle droga sequestrati dalla Polizia a villa Desirèè, in contrada Murazze a S.Filippo.
Le accuse però non hanno retto davanti ai giudici del Tribunale della Libertà che oggi hanno annullato l’ordine di custodia cautelare ed hanno disposto la loro scarcerazione così come richiesto dai rispettivi legali.
Era stato il padre, Letterio Campagna, 54 anni, ritenuto legato al clan di Mangialupi, a scagionarli nel corso dell’interrogatorio di garanzia davanti al gip Walter Ignazzitto. Al giudice Campagna aveva spiegato che la responsabilità della presenza dell’arsenale e della droga in quella casa era solo sua e che i figli non erano al corrente di quanto avveniva nel casolare.
L’uomo però non ha voluto raccontare per conto di chi custodiva armi e droga nel caveau di villa Desirèè. Letterio Campagna è rimasto in carcere anche perché i suoi legali non avevano nemmeno proposto appello al Tdl.
La Squadra Mobile fece irruzione nel casolare di S.Filippo la mattina del 23 gennaio scorso. In un nascondiglio, dietro alcune piastrelle della cucina, erano nascosti 3 kalashnikov, 3 pistole mitragliatrici, un fucile semiautomatico, 4 silenziatori, migliaia di munizioni, e 116 detonatori a miccia. Nello stesso nascondiglio gli agenti hanno sequestrato anche 2 chili di eroina e 6 di cocaina.
