Secondo quanto denunciato dai sindacati la Regione Sicilia per il 2011 non sborserà neanche un euro di finanziamenti a favore dell’Azienda, ciò «a cause della gravissime irregolarità rilevate dall’Ente erogatore»
«L’Atm è al Capolinea». Questo l’incipit della nota con cui le sigle sindacali Ugl, OrSa e Cub, denunciano le ultime avvilenti novità che riguardano l’azienda di pubblico trasporto della città e rispetto alle quali chiedono chiarimenti ai vertici aziendali e all’amministrazione comunale. Alla base delle preoccupazioni, le notizie «avute per le vie brevi dal Dipartimento Regionale delle Infrastrutture e dei Trasporti – scrivono i sindacati – dalle quali risulta che le somme dovute all’Atm sono bloccate per gravissime irregolarità riscontrate dall’ente erogatore. La situazione tende a complicarsi ulteriormente a seguito delle scelte societarie volte a diminuire le corse del tram con conseguente diminuzione del servizio dovuto ai cittadini attraverso i chilometri percorsi su ferro. Anomalia quest’ultima – si legge ancora nel documento – già segnalata dall’Assessorato Regionale, che denuncia la quantità dei chilometri percorsi assolutamente insufficienti a giustificare i contributi erogati a favore dell’Atm».
A conti fatti, secondo quanto denunciato da Ugl, OrSa e Cub, per l’anno 2011 l’Azienda di pubblico trasporto cittadino non vedrà neanche un centesimo da Palermo «per aver incassato illecitamente i trimestri anticipati per l’anno 2009 (come già successo per il 2008) che adesso la Regione trattiene dal contributo 2011. Risulta poi che il Comune sta anticipando un dodicesimo di quanto erogato lo scorso anno ma ciò serve a pagare l’altra rateizzazione INPS per avere la certificazione D.U.R.C.. Ma poiché anche nel 2010 a nostro modesto avviso – continuano i sindacalisti – l’azienda ha incassato i trimestri non dovuti per i chilometri non percorsi, anche nel 2012 non arriverà alcun finanziamento. E chiaro che siamo al collasso, ad oggi lo stipendio del mese di feb. 2011 non è stato erogato e nessuna notizia trapela dai vertici aziendali».
Ragioni che spingono i sindacati a considerare lo sciopero di 4 ore indetto per giorno 18 marzo al termine dell’assemblea dello scorso lunedì, assolutamente insufficiente rispetto all’entità del problema, «essendo necessarie misure ben più consistenti che saranno intraprese dopo una urgentissima richiesta di chiarimenti da parte degli organi istituzionali». Ed ecco gli interrogativi: all’assessorato regionale viene chiesto «di conoscere formalmente i motivi della mancata erogazione delle somme dovute ai sensi della L.R. 19/05», alla Direzione Atm «di conoscere le motivazioni a sostegno dell’annunciata diminuzione delle corse tranviarie e quale iniziative si intendono adottare in merito al pagamento degli emolumenti maturati» ed infine al Prefetto Alecci «di voler convocare le parti per calmierare la vertenza che, visto il ritardo nell’erogazione degli emolumenti e la politica di abbandono dell’ATM, sembra destinata ad inasprirsi a livelli tali da compromettere l’ordine pubblico».
